Cervinara – Alloggi a un mese dalla consegna, Cioffi: “E’ una vittoria”

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Cervinara – Solo un mese. O poco più. E sessanta famiglie disagiate, la maggior parte delle quali arrangiate in baraccopoli post-sisma, potranno avere finalmente una casa vera. Nuovo indirizzo, via Cassino Bizzarro. Il primo cittadino di Cervinara, Franco Cioffi, annuncia soddisfatto il frutto di un lavoro intrapreso dalla sua amministrazione sette anni fa, quando riuscì ad ottenere un finanziamento di circa 8 miliardi e 700 milioni di vecchie lire. A seguito di lungaggini burocratiche ed amministrative, proteste degli assegnatari, difficoltà con la ditta appaltatrice – la Imple, con la quale alla fine si trova l’accordo- ecco concretizzarsi il sogno di una vita per altre 60 famiglie povere, non certo le uniche ad avere bisogno di una sistemazione dignitosa. “La ditta -dichiara il sindaco Cioffi- ha terminato gli interventi come concordato e lasciato i cantieri. Dopo la pausa di ferragosto, riprenderanno i lavori per il completamento degli ultimi piccoli accorgimenti all’interno delle abitazioni, come per gli impianti. Il tutto a cura della squadra di manutenzione dell’Istituto Autonomo Case Popolari. Poi, finalmente, le case saranno consegnate agli assegnatari: 54 famiglie attualmente sistemate in prefabbricati e altri 6 nuclei ai primi posti nello scorrimento della graduatoria definitiva di assegnazione. Insomma, manca solo un mese”. Fuori dal progetto complessivo di urbanizzazione restano le ultime opere di manutenzione esterna che si praticheranno dopo la consegna. “Anche questa è stata una nostra vittoria -continua Cioffi- l’aver concluso i rapporti con la ditta con un buon accordo. Certo, fuori dal cerchio dei fortunati ci sono ancora tante famiglie. Per questo già l’anno scorso mi sono prodigato per trovare un finanziamento per ulteriori 30 alloggi da destinare alle rimanenti famiglie disagiate. Come obiettivo dei miei mandati, infatti, c’è sempre stata la volontà di eliminare la vita in baracca dal territorio comunale e consentire standard migliori o comunque dignitosi di esistenza alla gente ancora costretta a vivere così”. Questa la speranza del primo amministratore, dietro la consapevolezza che “la povertà con il tempo si riproduce sempre più e se l’anno scorso erano 30 le famiglie da aiutare magari quando saranno pronti questi altri alloggi il numero sarà nettamente superiore. Per questo deve esserci un impegno continuo su questo fronte”. (Antonietta Miceli)

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