Catenacci si dimette ma Difesa Grande è pronta alla mobilitazione

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Ariano Irpino – Bufera sul tema rifiuti, turbolenze nella gestione. Se qualcuno ha spesso puntato l’indice contro l’operato del commissariamento, giunge in maniera inaspettata la notizia delle dimissioni di Corrado Catenacci a seguito di un avviso di garanzia a suo carico emesso dalla Procura della Repubblica di Benevento. Un provvedimento adottato nell’ambito di un’indagine sulla discarica di Tre Ponti a Montesarchio. Dimissioni comunicate proprio dall’ufficio stampa del Commissariato. Tra l’altro Catenacci, già nel giugno del 2005 si era dimesso a seguito di un’inchiesta della Procura di Nola relativa alla discarica di Tufino. Ma se qualcuno pensa di poter ravvisare nel gesto di Catenacci uno spiraglio di luce per il destino di Difesa Grande, forse dovrà ricredersi. “Credo si tratti esclusivamente di un problema interno – ha spiegato Generoso Cusano, consigliere provinciale in quota Forza Italia e originario del comune del Tricolle – Una questione che si consuma interamente all’interno del commissariato senza pregiudicare l’attività svolta dallo stesso”. Il che, in termini pratici, starebbe a significare che in alcun modo potrebbe essere interrotto l’iter procedurale che potrebbe condurre alla firma dell’ordinanza di riapertura di Difesa Grande. In soldoni, la manifestazione in programma per domani mattina, si farà. Non sono le dimissioni di Catenacci a far demordere gli arianesi dall’iniziativa a tutela di un territorio “bistrattato, mortificato e tenuto in considerazione solo in tema di rifiuti”. Questa mattina, a tal proposito, si è riunito sul Tricolle il Comitato per l’Ordine Pubblico. “Gli animi sono infuocati – ha proseguito Cusano – ma come istituzioni siamo pronte a garantire la pacificità della manifestazione e l’assoluto rispetto della legalità”. Insomma, più motti per un solo fine: “Difesa Grande non deve riaprire e lo impediremo protestando all’insegna di un solo principio: la civiltà”. Quindi solo un alto senso civico è l’arma degli ufitani per impedire “l’ennesima ingiustizia di cui Ariano è vittima”. Intanto il primo cittadino, Domenico Gambacorta, ha diramato una nota alla cittadinanza per invitare la popolazione all’appuntamento ma soprattutto per ringraziare i sindaci dei comuni che spontaneamente hanno deciso di aderire all’iniziativa. Grottaminarda, Mirabella Eclano, Bonito, Monteleone di Puglia, Anzano di Puglia, Accadia, Orsara, Carife, Casalbore, Castelbaronia, Flumeri, Frigento, Gesualdo, Greci, Melito, Montaguto, Montecalvo, San Nicola Baronia, San Sossio Baronia, Savignano, Scampitella, Sturno, Trevico, Vallata, Vallesaccarda, Villanova del Battista, Zungoli, Fontanarosa, Luogosano, Sant’Angelo all’Esca, Taurasi e Paternopoli uniti per “salvaguardare il territorio da un dazio che Ariano ha già pagato”. (m.d.p.)

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