Caso Manzo, Nicodemo Gentile a Prata lancia l’appello: “Chi sa parli, anche in forma anomina”

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L’attenzione sul caso Manzo non scema. Ad aiutare anche i riflettori nazionali sempre più accesi e tesi a far luce sull’episodio. Oltre all’interessamento della Rai in particolare, c’è anche l’avvocato Nicodemo Gentile che sta facendo la sua parte.

Il penalista di origini calabresi – famoso per essere stato protagonista di indagini e processi come l’omicidio di Meredith, di Melania Rea, di Sara Scazzi, di Trifone e Teresa, della contessa dell’Olgiata, di Roberta Ragusa, di Guerrina Piscaglia, di Sara Di Pietrantonio – sta seguendo la vicenda della scomparsa del 71enne irpino sia come difensore delle sorelle di Mimì, Lucia e Filomena, sia come rappresentante di “Penelope”, l’associazione nata nel 2002 da un’idea di Gildo Claps, fratello di Elisa Claps, dalla necessità di dare sostegno a tutte le persone che si ritrovano catapultate nel limbo della scomparsa di un proprio parente o amico.

Gentile oggi pomeriggio è stato a Prata Principato Ultra per fare il punto della situazione e per effettuare dei sopralluoghi, soprattutto nelle zone ormai cruciali e note ai più, ovvero la stazione di Prata e la basilica dell’Annunziata, all’interno di quel raggio di azione in cui è scomparso la sera dell’8 gennaio 2021 il povero pensionato.

“Ci sembra doveroso essere innanzitutto vicini alla famiglia Manzo perché sta soffrendo un dramma enorme, acuito dal tempo che è trascorso dalla scomparsa di Mimì (18 mesi) e dall’indagine a carico di sua figlia Romina. Indagine che salutiamo con piacere perché, per lei, può essere l’ulteriore occasione per continuare a collaborare con gli inquirenti verso l’obiettivo prioritario: sapere che fine ha fatto Domenico Manzo. Romina, del resto, ha sempre collaborato, è stata sempre trasparente”.

“Ci fa piacere notare – sottolinea l’avvocato Gentile – che la Procura di Avellino sta pigiando il piede sull’acceleratore. All’inizio forse le indagini sono partite un po’ in sordina, ma adesso ci sono stati dei passi in avanti importanti. Siamo convinti che, una volta che Romina chairirà del tutto la sua posizione, l’indagine avrà una svolta importante”.

“Ad ogni modo a me non sembra che Prata sia Città del Messico. Manzo è scomparso in una manciata di minuti in un posto piccolo, è doveroso che la popolazione collabori in modo trasparente. Occorre dare delle risposte al dolore e alle lacrime delle sorelle e di tutta la famiglia. Chi quella sera ha visto qualcosa, chi sa, anche in maniera anonima, si rivolga agli inquirenti oppure anche a noi dell’associazione Penelope”.

Come sostiene anche il noto penalista, ad oggi la Procura si sta concentrando soprattutto sulla festa di compleanno della figlia dell’uomo scomparso che era in corso proprio la sera dell’8 gennaio 2021. “Qualsiasi cosa sia stata notata, può essere importante. Sembra che quella sera non ci fosse andato nessuno a quella festa, invece stiamo scoprendo che c’erano tante persone”.

La pista seguita dagli inquirenti dunque sembra essere chiara. Ma, sottolinea Gentile, “ad oggi niente deve essere scartato. Le indagini devono avere occhi dappertutto, occorre lavorare a 360° ma una Procura così importante, insieme ad investigatori esperti, lo sta facendo. Potrebbero esserci anche legami diversi, situazioni diverse che possono dare dei risultati, con tesimoninanze oscillanti ed alibi che non sono di ferro. Insieme all’avvocato Federica Renna, noi da sempre stiamo supportando il lavoro degli inquirenti e continueremo a farlo, perché la priorità resta sempe la stessa: dare risposte alla scomparsa di Mimì. Ma ormai crediamo che la Procura stia battendo la strada giusta”.