Caso Ims, l’interrogazione di Sodano e l’intervento di Imbriano

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Morra de Sanctis – Caso IMS: dopo l’interrogazione parlamentare del Senatore Sodano (che riportiamo di seguito) interviene il Segretario provinciale di Rifondazione Comunista Gennaro Imbriano. L’esponente irpino del Prc sottolinea come negli ultimi mesi la crisi economica e produttiva che attanaglia la provincia di Avellino abbia subito l’ennesima accelerazione. Torna di nuovo ad avanzare lo spettro della cassa integrazione, dei licenziamenti della precarietà, soprattutto nelle aree industriali del cratere. Ma alla crisi industriale, in troppi luoghi di lavoro della provincia, si aggiunge l’assenza di sicurezza sul lavoro, il lavoro nero, un tasso di precarizzazione del lavoro ormai insopportabile. “Nelle fabbriche di tutta l’Irpinia – afferma Imbriano – si vive oramai da tempo in condizioni di grande difficoltà. È evidente il fallimento non solo di un certo tipo di industria, ma più in generale di un modello di sviluppo che per troppi versi è più simile alla Cina che ai paesi avanzati dell’Europa. Troppi imprenditori continuano a pensare di poter competere sui costi, prevalentemente sulla riduzione del costo del lavoro, e non sulla qualità sulla ricerca e l’innovazione.
Di fronte ai licenziamenti, alle disumane condizioni di lavoro, alla dilagante precarietà c’è bisogno di una risposta forte!
È possibile dare nuova dignità al lavoro e proporre un nuovo modello per il progresso sociale della nostra provincia solo se blocchiamo questa terribile guerra ai diritti che si consuma drammaticamente ogni giorno.
Le vicende denunciate dalla recente interrogazione parlamentare del Senatore Sodano (PRC), a proposito dell’Ims di Morra De Sanctis, sono un utile tentativo per provare a fare chiarezza su strane operazioni finanziarie che avvengono nella nostra provincia, sull’utilizzo degli ammortizzatori sociali per pagare i costi delle esternalizzazioni.
Le istituzioni, la magistratura e soprattutto le forze sindacali devono essere vigili!
Rifondazione Comunista è pronta a fare la propria parte e resterà al fianco di questi lavoratori!”.

Di seguito l’interrogazione parlamentare presentata dal Sen. Tommaso Sodano al Ministro del Lavoro.

Interrogazione a risposta scritta


Al Ministro del Lavoro
L’IMS-srl è un’azienda metalmeccanica che opera nel settore del componentistica per elettrodomestici nell’area industriale di Morra De Sanctis (AV).

L’azienda, nata il 1991 con i fondi dell’art. 32 L. 219/81 come IMS-SPA gruppo BITRON, è stata successivamente divisa in due tronconi con una nebulosa operazione di cessione di ramo d’azienda orchestrata all’interno della stessa famiglia di imprenditori nel giugno ’99.
L’operazione, da loro stessi definita “cessione di ramo secco d’azienda”, fece sì che il settore dove erano concentrati i prodotti a maggior valor aggiunto restasse di proprietà della BITRON SPA, mentre nel settore dove erano concentrate le maggiori perdite, venisse “confinata” l’azienda madre da IMS-SPA e fu trasformata in IMS- srl.
Dopo 5 anni di agonia e dopo aver precluso all’azienda ogni ipotesi ogni ipotesi di sviluppo, nel mese di febbraio 2004 presentarono il conto delle perdite e la conta degli esuberi aprendo una procedura di mobilità per 38 lavoratori.
Da fronteggiare, non c’era una crisi di mercato, bensì una crisi finanziaria costruita artatamente ed una chiara volontà aziendale di dirottare le lavorazioni verso conto terzi e di scaricare sugli ammortizzatori sociali il costo della manodopera per ridurre i costi: per queste ragioni, il sindacato, con un ricorso unitario, fece decadere quella procedura.
Nel mese di settembre 2004 si presentò, il sig. Antonio Di Bari, nuovo proprietario della IMS.
Dopo 3 mesi il signor Antonio Di Bari presentò un nuovo piano di esuberi che contemplava 57 lavoratori.
Questa volta la scelta dell’azienda si orientò verso l’utilizzo si un provvedimento di cassaintegrazione, con l’assenso di CGIL -CISL-UIL, con 12 mesi di CIGS, lasciando, in questo modo, via libera al processo di esternalizzazione della produzione.
50 lavoratori accuratamente selezionati secondi criteri discriminatori furono collocati in CIGS.
Gran parte delle lavorazioni furono assegnate a ditte in appalto.
Le condizioni di vita nei luoghi di lavoro della IMS-srl diventaroro più disumane.

Si interroga il ministro per sapere:

Se non ritenga di intervenire presso la IMS-srl per verificare se sia stata violata la normativa sul lavoro in particolar modo sulle questioni inerenti all’erogazione della cassaintegrazione in presenza di un processo di esternalizzazione di parte del processo produttivo;

Se non valuti che la situazione della IMS-srl di Avellino non possa rappresentare un caso emblematico di come venga utilizzato la cessione di ramo d’azienda e come dietro questo processo di parcellizzazione del processo produttivo non si possa nascondere l’odioso disegno di finanziare le presunte crisi aziendali con i soldi pubblici , mentre si fanno pagare ulteriori costi ai lavoratori.

Quali provvedimenti intenda intraprendere per il reintegro dei lavoratori della IMS-srl e per assicurare un futuro produttivo all’azienda.

Roma 17-10-2005
Sen.Tommaso Sodano.

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