Caso Asi – La ‘replica’ dei popolari dell’Udc

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Avellino – Dopo l’Alto Calore è il giorno dell’Asi. I popolari dell’Udc reagiscono con sferzante ironia alla posizione assunta dal Pd all’interno dell’ente. Questa la nota:
“Ci risiamo! Dopo l’Alto Calore, il Pd torna alla carica. Ed ora chiede la revoca di una parte del C.d.A. dell’ASI.
Per quali ragioni sia chiesta la revoca e perché solo di alcune persone, non è detto.
Ma non serve! A questo partito ed ai suoi dirigenti di spessore intellettuale e forbito linguaggio fuori dal comune, la Storia ha affidato il compito di cambiare la nostra provincia, per cui non è necessario dare alcuna motivazione.
Il potere va consegnato nelle loro mani, e a chi non lo dovesse fare, prima o poi, capiterà in sorte una revoca o una sfiducia, perché è giusto che esso venga gestito da una classe dirigente fatta di uomini eccezionali, mica dei falliti.
Così deve accadere perché il PD ha i numeri!
Ed è banale ogni considerazione sul fatto che quei numeri siano eredità di altra condizione politica e, forse (diciamo così), non si ripeteranno.
E quanto suona superata dinanzi ad una forza così moderna, la cultura politica che voleva i sindaci espressione della pluralità delle posizioni della loro comunità e tutori di interessi non particolari.
I sindaci sono il braccio esecutivo di una volontà superiore tutta orientata rispetto alla prospettiva.
Dinanzi a ciò ci inchiniamo e non abbiamo più armi … se non quella dell’ironia.
Che è un’arma formidabile, perché parla solo a chi ha l’intelligenza per capire.
Diciamo che fa selezione naturale tra gli interlocutori, e a noi non interessa fare denunce o lamentele, interessa fare aprire gli occhi alla pubblica opinione.
Badate, nella nostra provincia si sta insinuando un modo di intendere la politica che costruisce la propria legittimazione su un uso spregiudicato del potere, in mancanza di ogni elementare capacità di rappresentare una realtà che diventa improvvisamente e drammaticamente marginale.
È una china che rischia di andare anche oltre la politica e di coinvolgere le stesse relazioni tra le persone, che alimenta egoismo e istinto animale di sopravvivenza.
Non è una questione di alleati o avversari, perché il funzionamento di una democrazia è affidato in gran parte alla presenza di avversari che però abbiano a cuore le sorti della stessa comunità.
Qui ormai siamo oltre. Riflettete”
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