Caso acqua a Solofra, restano i dubbi sull’utilizzo dei pozzi

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Solofra – La Regione Campania dovrebbe convocare per la prossima settimana a Napoli la conferenza di servizi sul piano di messa in sicurezza presentato dall’Ato Calore Irpino circa l’emergenza ‘acqua’ nel solofrano-montorese. Permangono tuttavia le difficoltà e i disagi per gli imprenditori di Solofra che dallo scorso gennaio, allorquando scoppiò il caso ‘acqua al TCE’, si sono trovati loro malgrado a ‘interpretare’ una sequela interminabile di ordinanze, revoche e sospensive sulle ‘derivazioni’ dei pozzi in uso alle concerie che – di fatto – hanno oscurato (o meglio, intorbidito) il percorso amministrativo che consente loro di poter finalmente emungere le acque di falda senza incorrere in alcun tipo di sanzione.

Si ricorderà come, a cavallo tra marzo e aprile scorso, i militari della Stazione carabinieri di Solofra eseguirono una serie di provvedimenti di sequestro preventivo, emessi in via d’urgenza, nei confronti di almeno una decina tra pozzi e vasche di accumulo ad uso industriale, successivamente all’ordinanza sindacale di revoca di chiusura dei pozzi firmata dal primo cittadino solofrano Michele Vignola. Quel provvedimento aveva, infatti, disposto la riapertura dei pozzi idrici a disposizione delle aziende conciarie. Ma i pozzi industriali erano stati per così dire ‘liberati’ solo per emungerne l’acqua da utilizzare nei processi industriali. L’ordinanza però sottolineava anche alcuni obblighi già a carico delle imprese che dovranno provvedere all’adeguamento dei piani specifici per la valutazione del rischio per i propri lavoratori.

Ecco perché la recente pronuncia del Tar di Salerno (sospensione di un’ordinanza della Provincia di Avellino di divieto di emungimento del pozzo, la cui trattazione nel merito però è stata fissata per il gennaio 2015) – che di fatto ha tenuto conto della già citata ordinanza comunale di revoca chiusura pozzi di due mesi fa – rischia di rivelarsi un’arma a doppio taglio per gli imprenditori: restano, infatti, i dubbi sull’utilizzo effettivo (industriale) e sulle modalità d’impiego da parte dei conciatori dell’acqua emunta. Una conferenza stampa è stata convocata nel pomeriggio a Solofra; questi ed altri i nodi che dovranno essere risolti.

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