Casa albergo “Guarino”, l’appello della Lega SPI CGIL Solofra all’Amministrazione comunale

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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato della Lega SPI CGIL Solofra, a firma di Giuseppe Vietri:

La crisi che sta investendo la Casa Albergo “Fabrizio Guarino”, non è soltanto un problema amministrativo: è un dolore collettivo, un colpo al cuore della nostra comunità. Una struttura pubblica, sospesa nel vuoto, che rischia di chiudere sotto il peso dei debiti e dell’inerzia gestionale. È una ferita che riguarda tutti, perché riguarda i nostri padri, le nostre madri, i nostri nonni, la nostra storia. La Casa Guarino è un simbolo della Solofra operaia, solidale, generosa. È nata dal testamento morale di Fabrizio Guarino, è cresciuta grazie alla donazione del terreno di Carmela Grassi, è stata ricostruita dopo il terremoto del 1980 con le sottoscrizioni degli operai del distretto conciario. La classe operaia solofrana ha costruito questa struttura con le mani, con il cuore, con la convinzione che una comunità si misura dalla cura che riserva ai suoi anziani. Oggi quella eredità rischia di andare perdute questo accade proprio mentre la popolazione secondo le proiezioni Istat entro 2030 sarà composta dal 66% da over 60 con un reddito pro capite non superiore alle 600 € mensili in Irpinia. Cresce il bisogno di servizi, cresce la fragilità sociale, cresce la domanda di assistenza. Chiudere o indebolire la Casa Guarino in un momento storico come questo sarebbe un atto di irresponsabilità gravissimo. Sarebbe lasciare soli i più deboli proprio quando hanno più bisogno di noi. L’arrivo del commissario nominato dalla Regione, come riportano le cronache, può rappresentare un punto zero, un momento di ripartenza, una grande possibilità per ricostruire ciò che è stato smarrito. È l’occasione per mettere ordine nei conti, ristabilire trasparenza, riportare la struttura su un binario di legalità, efficienza e dignità. È l’occasione per riaccendere la speranza. Per questo lo SPI CGIL Solofra lancia un appello. Bisogna passare dalle parole ai fatti. Bisogna lasciare fuori dalla Casa Guarino le logiche di bottega che l’hanno paralizzata. Bisogna tornare a pensare in grande, come fecero gli operai che la ricostruirono dopo il terremoto. Chiediamo all’Amministrazione comunale di Solofra un gesto concreto e immediato: destinare le indennità delle cariche istituzionali da oggi fino a dicembre 2026 alla Casa Guarino. È un atto simbolico, ma anche di consapevolezza. Chi guida la città deve essere il primo a dare l’esempio, il primo a dimostrare che la politica non si limita a parlare, ma sa anche assumersi responsabilità. Chiediamo ai consiglieri di maggioranza e minoranza di fare altrettanto, ciascuno secondo le proprie possibilità, con un contributo economico diretto. Casa Guarino non è un terreno di scontro politico: è un terreno di unità, di solidarietà, di comunità.Chiediamo ai cittadini, alle aziende, alle imprese, ai commercianti, alle parti sindacali e datoriali di Solofra di attivarsi per una grande iniziativa di raccolta fondi. La nostra città ha già dimostrato, nei momenti decisivi, di saper rispondere con generosità e coraggio. Questo è uno di quei momenti. E non possiamo permetterci di fallire. Chiediamo al Commissario di predisporre un piano di risanamento serio, credibile e trasparente, e di porre le basi per la nomina di un Consiglio di Amministrazione di alto profilo, composto da figure competenti, autorevoli, con una forte anima sociale. Su questi servizi non si può speculare. Su questi servizi si custodisce la dignità delle persone con cura, dedizione e responsabilità. La Casa Guarino è un presidio pubblico essenziale, soprattutto in una comunità che invecchia e che avrà sempre più bisogno di assistenza, vicinanza, protezione. Lasciarla morire sarebbe un tradimento verso la nostra storia, verso la nostra classe operaia, verso i nostri anziani. Solofra non può permetterselo. Solofra non lo permetterà. La lega SPI CGIL Solofra sarà in prima linea, per difendere questa struttura e per costruire, insieme a tutta la comunità, la sua rinascita.