Campania, il Tar boccia la Dad. Regione pronta al ricorso

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La quinta sezione del Tar Campania, che già si era espressa talvolta a favore delle riaperture delle scuole, boccia la Dad, didattica a distanza. Un milione di studenti campani, secondo la sentenza resa pubblica ieri, avrebbe subito danni non riparabili. Ma gli uffici della Regione Campania hanno già fatto sapere che presenteranno ricorso contro la pronuncia.

Il Tar ha accolto il ricorso del Codacons contro l’ordinanza di sospensione delle attività didattiche in presenza per la Regione Campania firmata da Vincenzo De Luca lo scorso 27 febbraio.

Secondo i giudici amministrativi, le ordinanze restrittive della Regione non hanno tenuto conto della regolamentazione per fasce di rischio contenuta nella normativa statale “che aveva già operato, ex ante, il bilanciamento tra diritto alla salute e diritto all’istruzione, nel senso di sacrificare il secondo al primo nei casi di maggior rischio (regioni “rosse”)e, in via progressivamente più restrittiva, all’aumentare dell’età dei discenti”.

Per il Tar Campania una deroga alla normativa generale avrebbe richiesto “una motivazione stringente e rafforzata che avesse dato conto degli elementi di fatto, diversi o sopravvenuti rispetto a quelli considerati dal Governo nazionale, che, quali indici di aggravato rischio, giustificassero il regime più restrittivo”.

Prima dell’ordinanza numero 6 del 27 febbraio, ne era stata emanata un’altra analoga in precedenza, la numero 2 del 16 gennaio 2021, con la quale si prevedeva la sospensione delle attività didattiche in presenza. “Le ordinanze impugnate — viene chiarito nella sentenza — stante la loro natura temporanea e la scadenza del termine in esse fissato, non sono più efficaci”.