Campania Divina, senza Irpinia. Petitto: “De Luca venga più spesso qui”

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Campania Divina ma senza Irpinia. Nello sport con Alessandro Gassman, fortemente voluto dalla Regione per promuovere a livello nazionale e internazionale l’immagine turistica del territorio campano, tra il Crescent di Salerno, la Reggia Caserta e le innumerevoli immagini costiere di Paestum, Cetara e Procida, si riconosce appena per un secondo il Santuario di Montevergine e uno scorcio di Calitri dall’alto. Addirittura nessuno spazio per il Sannio, che vanta la Chiesa di Santa Sofia, Patrimonio dell’Unesco.

“Appaiono senza dubbio suggestive le immagini dei vicoli di Napoli, dei panorami mozzafiato della costiera amalfitana e tutto quanto scorre nel video che promuove la Campania divina” commenta il consigliere regionale Livio Petitto. “Peccato che, oltre al miracolo della Madonna di Montevergine che fa ricordare a De Luca che esiste anche l’Irpinia nella nostra Regione in quello scorcio sfuggente, poi non compare più nulla della Provincia di Avellino al pari di quella di Benevento.

Una campagna promozionale istituzionale che dovrebbe promuovere a livello nazionale e internazionale l’immagine turistica del territorio ma si ferma sulla fascia costiera e poco altro – prosegue il capogruppo di Moderati e Riformisti -. Non vi è traccia delle spettacolari e preziose risorse naturalistiche e territoriali delle aree interne irpine, ricche di monumenti e luoghi fantastici da visitare, custodi di tesori naturalistici e architettonici con storia e cultura millenaria, oltre a prodotti enogastronomici d’eccellenza.

E come dimenticare le Aree archeologiche, da Abellinum all’Aeclanum, solo per citarne alcune, e che di recente abbiamo portato all’attenzione del Ministro Sangiuliano e dell’Unesco per candidarle a siti di interesse culturale nazionale. Voglio cogliere questa ennesima occasione sprecata dal Presidente De Luca, per invitarlo a venire più spesso in Irpinia, e non soltanto durante qualche campagna elettorale, in modo da rendersi conto da solo di quanta ricchezza nasconde il nostro territorio che, per colpa sua, è stato tagliato fuori da ogni processo di sviluppo” conclude Petitto.