Call center a rischio, Altieri: “Servono azioni concrete”

0
11

Sono 10 mila i collaboratori dei call center in Campania che rischiano di perdere il posto di lavoro. La maggior parte degli addetti è assunta con contratti di lavoro a tempo determinato ed è impiegata in una costellazione di oltre 150 piccole aziende che prestano servizio per conto terzi: 10 mila dipendenti, il 70 per cento è concentrato in provincia di Napoli, il 20 per cento a ridosso delle province di Benevento e Avellino. In Campania il settore delle telecomunicazioni assorbe il 50 per cento degli addetti mentre trasporti e turismo occupano la restante metà. Napoli è la provincia dove si concentrano i più grandi e il maggior numero di call center occupando circa 7 mila persone. Altre 2 mila sono assunte nelle province di Avellino e Benevento. Salerno e Caserta ospitano le strutture presso le quali lavorano i rimanenti 1000 collaboratori concentrati soprattutto nell’area industriale di Terra di Lavoro dove hanno sede imprese che svolgono attività di logistica. Una realtà che rischia di scomparire se dovesse concretizzarsi il rischio di delocalizzazione nell’est europeo annunciato dagli imprenditori del settore. Lo spostamento delle attività è la misura prevista dai dirigenti dei call center qualora vengano costretti ad assumere a tempo indeterminato per un’applicazione generalizzata del provvedimento che ha riguardato l’Atesia di Roma dopo l’intervento dell’Ispettorato del lavoro. I sindacati plaudono l’operato dell’Ispettorato ma frenano su eventuali invadenze nel loro campo d’azione. “E’ giusto – spiega Gaetano Altieri della Uil irpina – mettere in campo percorsi che portino alla stabilizzazione dei lavoratori. Anche in provincia di Avellino il fenomeno del precariato nei call center è abbastanza diffuso e credo che aver sollevato finalmente la questione sia un dato positivo. Servono, però, la collaborazione di tutte le parti, anche quelle politico-istituzionali, e azioni forti tese a scongiurare l’atteggiamento ‘ricattatorio’ dei vertici aziendali del settore per garantire concrete prospettive di lavoro a migliaia di dipendenti”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here