Calcio – L’opinione di Nicola Cecere: “Tutti hanno dato il massimo”

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Da Il Biancoverde n. 39 del 13 giugno

“Un campionato sorprendente, al di là di ogni più rosea aspettativa”. Nicola Cecere, firma irpina purosangue della Gazzetta dello Sport, applaude l’Avellino per lo strepitoso cammino nel campionato di Serie B. Un apprezzamento sincero e carico di senso di appartenenza alla propria terra, come dimostra la nascita di un vero e proprio partito biancoverde all’interno della redazione del quotidiano rosa.

“Condivido la mia passione per l’Avellino con i miei conterranei Filippo Di Chiara e Giulio Di Feo – sottolinea con orgoglio il giornalista di origini irpine ma trapiantato a Milano – Ci siamo riuniti spesso davanti alla tv per guardare le partite. Loro erano sicuri di vincere a Padova, io invece per la verità ero stato più prudente. Temevo che la squadra fosse scesa in campo senza la giusta convinzione come poi è stato. Tutto sommato, però, bisogna essere contenti del rendimento avuto soprattutto nel girone d’andata, quando si è assaporata la promozione diretta. Dopo anni e anni di vacche magre, l’Avellino ha fatto sognare tutti, in particolare noi che viviamo lontano. In partenza – continua – non aveva la struttura per il grande salto nella massima serie o comunque per un campionato a grandi livelli. I ragazzi di Rastelli però hanno dato il massimo, andando ognuno oltre le proprie possibilità. Resta il rammarico per qualche punto di troppo perso per strada nel girone di ritorno. Staremmo qui a parlare di una stagione perfetta. L’unica partita che mi ha davvero lasciato l’amaro in bocca è stata quella di Varese, dove l’Avellino ha subito un torto arbitrale clamoroso. Lì avrebbe meritato la vittoria. Quei due punti persi forse hanno deciso le sorti dei play-off per i biancoverdi. Si sono messi in mostra diversi giocatori. Mi hanno colpito molto Zappacosta, Arini e Galabinov, calciatori che hanno davanti a sé un futuro davvero importante”.

Nell’esaltante annata dei lupi, c’è spazio per tutto e tutti: “Quando le cose vanno per il verso giusto c’è sempre una componente collegiale. Ogni settore riesce a dare il meglio di sé. In primis la società. Il presidente Walter Taccone è una persona intelligente e può dare alla piazza di Avellino quella stabilità a livello societario che è sempre stata un’incognita negli anni precedenti. Al suo fianco ha un direttore sportivo capace come Enzo De Vito, il quale si è rivelato abile a pescare calciatori dalle serie inferiori. Ciò è sintomo di competenza e acume nelle scelte. Ha svolto un’ottima campagna acquisti, attrezzando con poche mosse ma indovinate una squadra che veniva dalla Lega Pro. Inoltre Rastelli ha confermato di essere un allenatore ambizioso. Pratica diversi moduli come gli allenatori moderni e legge bene le partite. Tutti questi attori sono stati circondati da splendidi tifosi che sono rimasti un po’ delusi dall’epilogo della stagione. C’è da comprenderli, ma durante tutto il campionato sono stati vicini alla squadra con il loro calore. Ho visto tanti giovanissimi allo stadio, che è stato ammodernato e fa un bell’effetto. Come dimenticare il muro biancoverde di Torino. Possiamo dire che il pubblico irpino si è davvero divertito quest’anno”.

E ha tutti i presupposti per farlo anche il prossimo anno: “Senza dubbio la società vorrà ottenere quanto gli è sfuggito nell’ultima partita con il Padova. Ripartire dai protagonisti di questa straordinaria cavalcata rappresenta un’ottima premessa. Qualche calciatore, come sembra, lascerà Avellino per approdare in Serie A. Ciò non può che essere motivo d’orgoglio per tutti coloro che hanno a cuore le sorti dell’Avellino”.

Si preannuncia un’estate calda con la Serie B che potrebbe bruciare le tappe verso la riduzione del proprio organico. Nicola Cecere dice la sua in tal senso: “Sarei per due campionati di B a 18 squadre con 3 promozioni e 4 retrocessioni, oppure uno con 20 squadre e 4 promozioni. Con meno squadre si risparmia un mese di stress, aspetto che l’Avellino ha pagato alla lunga. In ogni caso mi è piaciuta la formula allargata dei play-off di quest’anno. E’ stato un modo per tenere impegnate più squadre possibili”. (Claudio De Vito)

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