Calcio – De Angelis a caccia del bis: “Voglio un’altra promozione”

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Pronto per la seconda finale play-off consecutiva, preparato a dover rifronteggiare avversari incontrati nelle stesse circostanze un anno fa. Stefano De Angelis spera di poter bissare il successo della passata stagione: come lui Rivaldo, Bacis, Moretti e Vavassori. Tutti insieme contribuirono ad abbattere la Salernitana e a riportare il Genoa, dopo la retrocessione d’ufficio, in cadetteria. Dall’altro lato nelle fila dei granata c’erano Cardinale, Ignoffo, Ingrosso, Princivalli e Shala. Ora tutti alla corte di D’Adderio. Il doppio incontro con il Foggia quindi vedrà nuovamente scontrarsi per un ‘remake’ dieci protagonisti di quel match. Oggi come allora la sua squadra aveva iniziato la propria avventura in terza serie con l’obiettivo di raggiungere la categoria superiore staccando il biglietto per prima, ma oggi come ieri purtroppo, si ritrova a giocarsi il salto di categoria per la porta di servizio: “Mi auguro che possa finire come nella passata stagione. – afferma il difensore irpino – Loro scenderanno in campo con il dente avvelenato ricordando quella sconfitta, ma io e i miei ex compagni in rossoblù siamo carichi a mille pronti a ripeterci, ma del resto tutta la squadra è pronta a fare bene per conquistare un traguardo che avremmo meritato di raggiungere prima. Purtroppo nell’arco della stagione regolare non è andato tutto per il verso giusto, ma adesso non pensiamoci più”. Sa che l’esperienza è un fattore fondamentale in questi ultimi 180’ di fuoco: “Avere in squadra giocatori abituati a questo tipo di sfide non può che essere un bene. In questa rosa ce ne sono tanti. Oltre a noi che siamo riusciti a vincere questa lotteria in Liguria il mister può contare su Ametrano, Sullo, Biancolino, Moretti, Riccio ed Evacuo. Tutti sono pronti a fare la loro parte”. A chi ritiene che la squadra sia fisicamente a terra risponde: “Rispetto ad un mese fa stiamo sicuramente molto meglio e questo anche grazie al lavoro del professor La Porta. Parecchi giocatori che hanno accusato dei problemi sono pian piano sulla via del recupero”.Quanto ha pesato non aver vinto il campionato?“Tanto. Il nostro penso che sia stato soprattutto un problema mentale e non di condizione. Fino a febbraio credevamo di vincere il torneo, come del resto l’intero ambiente”. E proprio per quel che concerne quest’aspetto l’esperto jolly ritiene che la sconfitta di Cava rappresenti un grosso ‘fardello’: “E’ stata una mazzata tremenda, ma c’è da dire che dopo quella sfida siamo letteralmente rinati”. Di sicuro ci vorrà un approccio diverso rispetto alla gara di andata con il Taranto dove si è visto un lupo contratto e remissivo. Di questo lui, ‘pendolare’ della corsia di sinistra ne è consapevole : “Non dobbiamo andare assolutamente allo Zaccheria per difenderci, sappiamo che con due pareggi si va in cadetteria, ma questo non deve essere un alibi. Dobbiamo giocare dal primo all’ultimo minuto con il coltello tra i denti, provando anche a tornare a casa con un successo. A Taranto abbiamo concesso un tempo, questo non deve assolutamente accadere. Se restiamo tranquilli sono convinto che potremo fare bene. L’importante è mettere in campo la stessa voglia di domenica scorsa, quando siamo riusciti ad ottenere il successo proprio nel momento in cui nessuno ci credeva più, il calcio ci insegna che fino alla fine non devi mai arrenderti”. Il doppio confronto con il Taranto ha confermato la crescita del pacchetto arretrato. Nei secondi 90’ minuti la squadra dietro è stata letteralmente perfetta: “Dopo un periodo non brillante siamo riusciti a trovare gli equilibri giusti. Il mio auspicio è che nella prossima gara si possa riuscire a fare ancora meglio”. Domenica l’Avellino si ritroverà di fronte la migliore retroguardia del torneo. E’ questo secondo te il punto di forza dei ‘Satanelli’? “La stagione regolare ha detto questo, ma i cinque goal presi con la Cavese dimostrano che i play-off fanno storia a se”. Sulla disputa del doppio confronto senza tifosi ospiti e sul fatto che l’Avellino senza l’apporto del proprio pubblico fuori casa non ha mai ottenuto il successo dichiara: “Proveremo a sfatare questo tabù per regalare una grande gioia a tutti coloro che ci vogliono bene, tutti sappiamo quanto sia importante la nostra gente, lo abbiamo visto contro San Marino e Lanciano, senza di loro è stata molto dura. Domenica ci hanno dato una carica immensa, davvero non meritano di soffrire in questo inferno”. Finale giusta? “Sicuramente, noi e il Foggia siamo le squadre più forti. Saranno due incontri molto equilibrati”. La carica del calciatore romano è lo specchio della rinascita del gruppo. Di una truppa che dopo essere caduta nel più profondo sconforto per non essere riuscita a centrare l’obiettivo al primo colpo è riuscita a rialzarsi. Lui il 33enne ‘saggio’ laziale vuole disputare il suo ottavo campionato di serie B. La vittoria al fotofinish contro i rossoblu ha dimostrato che questo lupo è duro a morire e se anche contro i Satanelli si butterà il cuore oltre l’ostacolo la promozione non sfuggirà. Fatto sta che è questo lo spirito giusto, quello che ci vuole per riportare questi colori nel posto che meritano. (di Sabino Giannattasio)

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