Calcio Avellino – Fedele detta le regole: “Nessuno è indispensabile”

12 Dicembre 2005

Pronti a gettare acqua sul fuoco. Pronti a sedare gli animi ed a cercare di calmare le agitate acque. A fare da pompiere è Enrico Fedele: “Non c’è nessuna frattura nello spogliatoio”. Ha tuonato il responsabile dell’area tecnica al termine dell’allenamento. L’ex dirigente di Parma e Casertana, ha voluto precisare alcune notizie diffuse nei giorni scorsi. In merito a problemi all’interno del gruppo. Ma ha anche chiarito che l’Avellino non ha calciatori incedibili, e che quindi, pure i cosiddetti pezzi da novanta sono in bilico: “Quando sono arrivato, ho detto, chi vuole contribuire alla salvezza di questa squadra resta, chi invece no, può andare via. Nessuno è indispensabile”. Anche se l’esperto dirigente ci tiene a precisare: “Se intendiamo portare a termine questo tipo di operazione deve esserci un vantaggio reciproco. Se invece, il calciatore si sente autorizzato a pensare che lo vogliamo regalare, si sbaglia. Siamo pronti ad accontentare chi non vuole restare più qui, però dobbiamo trarne dei vantaggi anche noi. Non facciamo un gioco a perdere. Altrimenti provvederemo all’acquisto di altri calciatori, mettendo ‘i contestatori’ da parte”. Sul pareggio contro il Bologna afferma: “Non so, se devo guardare il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno. Dopo un primo tempo inguardabile siamo riusciti a passare in vantaggio, poi ci siamo fatti prendere dalla paura ed hanno ribaltato il risultato. Quando non ci arrivi con le gambe, ci devi arrivare con l’astuzia e per il momento questa squadra non ci riesce”. Dall’incontro contro i Felsinei il responsabile di mercato del sodalizio irpino ha tratto anche qualcosa di positivo: “Nei sette minuti finali, ho visto una squadra che ha reagito con tanta rabbia. Cosa che ha fatto anche nei due minuti di Crotone e nel quarto d’ora d’Arezzo, dove ero come semplice spettatore”. Torna sulla questione relativa ad eventuali frizioni all’interno della squadra: “Ripeto, la cosa che mi dà fastidio è il fatto che vengono messe in giro certe voci. E’ normale che in uno spogliatoio, a volte, scappi qualche parola di troppo e qualcuno si arrabbi. Se non fosse così faremmo vita da parrocchia e non staremmo qui a fare calcio. Dobbiamo rinforzare la squadra…non indebolirla”. Da molti è indicato tra i partenti, ma lui che nella passata stagione a suon di goal e di splendide giocate ha contribuito alla promozione dei lupi, conferma ancora una volta il suo grande amore per questa maglia. “La mia volontà è quella di restare e di contribuire a salvare l’Avellino. –afferma Francesco Millesi- Penso a fare bene in queste due partite. Poi alla riapertura delle liste mi incontrerò con la società e vedrò il dafarsi”. L’esterno ex Igea Virtus ed Altletico Catania è ancora scuro in volto per il mancato successo con il Bologna: “Sabato abbiamo perso due punti. Per come si erano messe le cose, avremmo potuto portare a casa la vittoria. Fino all’80’abbiamo giocato bene, poi i soliti cinque minuti di black out che potevano costarci caro. Per fortuna alla fine siamo riusciti a riagguantare il pareggio”. Sull’evitabile seconda rete siglata dalla formazione emiliana, l’esterno dei lupi dichiara: “Purtroppo abbiamo commesso i soliti errori. Disattenzioni che come Crotone ed altre partite giocate in questo campionato potevano costarci molto caro. Sul loro secondo goal ci siamo letteralmente addormentati, per il primo invece è diverso, Bellucci è un giocatore di categoria superiore è ha compiuto una prodezza degna della sua classe. Alla fine però abbiamo tirato fuori il carattere e portato a casa questo punto. Quando passiamo in vantaggio non riusciamo a gestire il risultato. Sabato speravamo di riuscire a fare bottino pieno, ma non ci siamo riusciti. Adesso dovremo impegnarci al massimo per tornare da Vicenza con i tre punti. Non esistono mezze misure. Nelle due partite che mancano al termine del girone di andata dovremo fare bottino pieno. Stiamo lavorando bene. Speriamo di poter conquistare due vittorie e passare un buon Natale. Sull’atteggiamento difensivo assunto dalla squadra dopo il vantaggio di Crotone e quello con i rossoblu afferma: “Non è colpa del mister. Il fatto è che abbiamo timore di attaccare. Questa squadra ha i mezzi per uscire dalla brutta situazione in cui si trova, ma per farlo dovrà sbloccarsi psicologicamente”. Sull’eventualità che qualche suo compagno sia ormai con la testa altrove, il suo commento è chiaro: “Spero che non sia così. Credo che tutti stiano dando il massimo”. (di Sabino Giannattasio)


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