Cacciatore di latitanti e “memoria storica”, Brogna “saluta” la Squadra Mobile

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Gli ultimi trentuno anni della sua carriera sono stati dedicati alle indagini sulla criminalita’ organizzata, la caccia ai latitanti della camorra del Vallo di Lauro e le operazioni di maggiore rilievo in tutta la provincia. Tutte quelle attivita’ che sono state suggellate da encomi e medaglie.

Probabilmente il 31 gennaio scorso quelle targhe avranno lasciato libera molta parte della parete nel suo ufficio al terzo piano della Questura di Avellino, nel quartier generale della Squadra Mobile guidata dal Giancarlo Aurilia. Dopo 41 anni e 24 giorni infatti, Flaminio Brogna, sovrintendente capo coordinatore della Polizia ha ottenuto il meritato congedo. E’ stato una “memoria storica” della Mobile di Avellino, dove dal dicembre del 1992 fino a pochi giorni fa ha condotto indagini sulla criminalità organizzata sia nel capoluogo di provincia che nel Vallo di Lauro. Uno dei primi colpi messi a segno dalla sua “squadra” fu proprio la cattura nel giugno del 1994 del defunto boss Biagio Cava, scovato in un appartamento del nolano dagli agenti, tra di loro c’era un giovanissimo Flaminio Brogna.

Gli appostamenti, le attività di osservazione, la conoscenza del territorio e la memoria di attività e uomini hanno scandito poi i successivi anni di lavoro. Un riferimento per la squadra della I Sezione di Via Palatucci. Tanto che, quindici anni dopo la sua prima cattura, e’ proprio il sovrintendente a fare accesso insieme ai suoi colleghi nella palazzina di Via Calata Angieri dove viene stanato dopo due anni di latitanza il figlio del defunto boss Cava, Salvatore jr, sfuggito all’operazione Tempesta del giugno 2008.

Quella a cui proprio la squadra guidata dall’allora ispettore Fontana aveva dato un contributo decisivo. Invisibili ai più proprio per le operazioni delicate, una delle foto del sovrintendente più note e’ legata proprio a quell’arresto , all’uscita della Questura dopo i rilievi dattiloscopici e la notifica dell’ordinanza. Cosi come per le indagini sul clan Genovese sfociate nel primo blitz agli inizi del duemila. Tutte le attivita’ contro la criminalita’ dove e’ stata impegnata la Polizia negli ultimi anni, portano la sua firma. Una carriera, una bella avventura come ha sempre detto a chi lo conosce , iniziata il 7 gennaio 1982 a Vibo Valentia , poi al secondo reparto celere di Napoli, infine a Roma. Dal 16 luglio 1992 a qualche giorno fa e’ stato alla Questura di Avellino, in prima linea contro la criminalità.