Bomba a Ranucci, il Riesame conferma le misure cautelari e l’aggravante mafiosa

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ROMA- Rigettata la richiesta di annullamento della misura cautelare firmata dal Gip del Tribunale di Roma nei confronti dei quattro presunti autori del raid avvenuto il 16 ottobre 2025 davanti all’abitazione di Torvajanica del giornalista Sigrifido Ranucci. I giudici della Sezione Speciale del Tribunale del Riesame di Roma hanno rigettato le richieste dei legali di Antonio Passariello, ritenuto insieme a Saverio Mutone l’autore materiale dell’atto intimidatorio e Pellegrino D’Avino e Marika De Filippis, concorrenti nel reato di detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dall’aver agito in più di cinque persone e con metodo mafioso ( per l’accusa di strage contestata dalla Dda di Roma come e’ noto non e’ stata riconosciuta la qualificazione da parte del Gip). I primi tre resteranno in carcere, a Rebibbia, dove sono reclusi da circa un mese, la De Filippis agli arresti domiciliari. Stando a quanto trapela dalle indiscrezioni (i due legali dei quattro, gli avvocati Antonio Falconieri e Generoso Pagliarulo non avrebbero ancora conferma dalla notifica di atti) anche l’aggravante del metodo mafioso (416 bis) sarebbe stata confermata dai giudici del Tribunale della Liberta’. Il quadro indiziario raccolto dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma, coordinati dalla Procura capitolina , le indagini della Dda di Roma sono state condotte dal Procuratore Francesco Lo Voi e dai sostituti Carlo Villani (attualmente Procuratore a Velletri) ed Edoardo De Santis. Bisognerà attendere la motivazione della decisione dei magistrati del Tribunale del Riesame.