Biodigestore, si allonta l’ipotesi Chianche. Nuovo appello all’Ato Rifiuti

Biodigestore, si allonta l’ipotesi Chianche. Nuovo appello all’Ato Rifiuti

28 Giugno 2019

Nella seduta del 21/05/2019, la Commissione “V.LA. – V.A.S. – V.I. “  della Regione Campania ha esaminato l’istanza di verifica di assoggettabilità alla Valutazione Impatto Ambientale per il progetto di “Realizzazione di un impianto di trattamento anaerobico della frazione umida della raccolta differenziata (FORSU)”, ( biodigestore) presentata dal commune di Chianche. Di seguito la nota di commento dell’associazione #nessunotocchilirpinia.

Al termine della disamina la Commissione per le   oggettive incongruenze riscontrate rispetto allo stato di fatto e dei luoghi nonchè per le  diverse difformità e contraddizioni rilevate   nella documentazione tecnico-progettuale e amministrativa   ha  ritenuto di assoggettare l’istanza alla Valutazione Impatto Ambientale .

In particolare è stato rilevato che :

  • il vigente PRG del Comune di Chianche ha recepito un Piano Insediamento Produttivi approvato nel 1986, ad oggi non attuato se non per la presenza di una stradina di accesso ed un piazzale;
  • il sito di impianto è prossimo al fiume Sabato e ricade in un contesto prevalentemente agricolo-naturalistico classificato nel Piano Territoriale Coordinamento Provinciale  di Avellino come territorio con produzioni agricole di particolare qualità e tipicità nella fattispecie a DOGC per la produzione vitivinicola;
  • all’istanza non sono stati forniti chiarimenti ritenuti esaustivi e tali da poter escludere effetti significativi negativi su alcune componenti ambientali ed aree caratterizzate da particolare valore e sensibilità in conseguenza alla realizzazione del progetto;
  • le caratteristiche progettuali dell’impianto non sono state univocamente definite in termini di area sedime, di superficie, forma ed orientamento, nonché per parametri urbanistico-edilizi ed articolazione dei manufatti produttivi ;
  • non vi sono elementi che chiariscano in che modo si prevede di utilizzare o sia sistemate la superfìîcie esterna all’area di sedime dell’impianto e ricadente al contempo nell’ambito dei 70.000 destinati ad area industriale;
  • non è stato possibile accertare se siano previste opere di urbanizzazione da realizzare all’esterno dell’area di intervento connesse alla funzionalità dell’impianto quali ampliamenti viari o sottoservizi a rete;
  • non sono stati definiti in dettaglio i flussi e la tipologia di rifiuti organici trattati nell’impianto e le relative ricadute, anche in termini di traffico ed emissioni in atmosfera néi territori attraversati;
  • non è stata sufficientemente indagata la sensibilità ambientale e la capacità di carico di alcune aree interessate dal progetto;
  • non è possibile escludere, se non attraverso un progetto a scala adeguata e studi di maggiore definizione, effetti significativi che lo stesso potrebbe produrre sul paesaggio sia in relazione alla tutela delle formazioni boschive ed alle fasce di tutela paesaggistica del fiume Sabato presenti sul sito di’ diretto intervento;
  • non è possibile escludere, sulla base del progetto presentato, effetti significativi, diretti ed indiretti, sulle componenti vegetazionali ed ecosistemiche derivanti dalla eventuale sottrazione di porzioni di bosco;

-in base alla relazione integrativa presentata in ordine all’impatto acustico, in assenza di  zonizzazione allegata allo strumento urbanistico vigente, non è possibile escludere significativi effetti cumulativi, sia sotto il profilo acustico che delle emissioni odorigene;

-non è possibile verificare quale sia il ricettore finale, dopo i processi di depurazione e riciclo previsti, delle acque di processo e delle acque nere provenienti da uffici e servizi;

  • se esistano alternative localizzative per l’ubicazione dell’impianto di trattamento anaerobico della frazione umida della raccolta differenziata in aree caratterizzate da una maggiore connotazione industriale e prive di vincoli specifici;
  • nelle more si propone di sottoporre a Valutazione di Impatto Ambientale il progetto di realizzazione di un impianto di trattamento anaerobico della frazione umida della raccolta differenziata (FORSU)” e successivo compostaggio aerobico in Comune di Chianche.

Le chiare e incontrovertibili determinazioni della competente Commissione regionale  confermano quanto  da noi asserito in tante sedi circa l’inopportunità di utilizzo del sito di Chianche e di come il progetto sia totalmente carente sotto l’aspetto tecnico, ambientale e urbanistico.

Alla luce di tutto ciò, i Sindaci e i comuni dell’ Areale, i viticoltori , le aziende di trasformazione, le associazioni ambientaliste e territoriali, chiedono, ancora una volta all’A.T.O, Rifiuti di Avellino, nelle persone del Presidente e del Consiglio di Amministrazione, di voler considerare inopportuna la scelta del comune di Chianche per la realizzazione del biodigestore e di compiere seriamente ogni sforzo per individuare quanto prima un’area alternativa che corrisponda ai requisiti dettati dalla normative in materia e restituisca fiducia alle comunità locali nel rapporrto di credibilità con le Istituzioni.