Beni culturali, mobilitazioni in tutta Italia il 28 giugno

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Dallo stato di agitazione alle mobilitazioni su tutto il territorio nazionale i dipendenti del Ministero dei Beni culturali fanno crescere la protesta per chiedere la riorganizzazione di un settore da troppi anni lasciato alla deriva. Con conseguenze pesanti sia sulla fruizione delle eccellenze del Paese che su quello della valorizzazione delle tante professionalità di lavoratori pubblici di musei, siti archeologici, biblioteche, archivi e soprintendenze della provincia di Avellino.

Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa, Flp, Unsa Confsal, Ugl Intesa hanno indetto due giornate di mobilitazione. Il 24 giugno scorso e per il 28 giugno con assemblee e iniziative in tutta Italia. Il 28 giugno 2013 sarà anche il turno di tutti gli Uffici dei Beni Culturali della provincia di Avellino con un’assemblea che si svolgerà, dalle ore 10.00 alle ore 12.00 presso la Soprintendenza BAP di Avellino (ex Carcere Borbonico) alla quale sono stati invitati il Commissario della Provincia di Avellino, i Sindaci di Avellino, Ariano Irpino, Atripalda, Avella e Mirabella Eclano presieduta dal Segretario Regionale CISL FP Doriana Buonavita.

Così in una nota il Segretario Regionale Doriana Buonavita della Cisl Fp: “Per la CISL FP, lo stato di abbandono in cui versa il settore non dipende solo dalla scure dei tagli alle risorse, che pure mostra una “sconcertante miopia dei governi nazionali e locali”, ma anche da una “colossale disorganizzazione, in cui la mancanza di una visione strategica accompagnata dalla confusione di funzioni fra organi nazionali, sovrintendenze e direzioni territoriali, impedisce ogni possibilità di sviluppo”. Una paralisi a cui contribuisce lo scollamento fra gli aspetti economici della gestione dei servizi e l’investimento nelle professionalità che assicurano la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale: funzionari, amministrativi, operatori, custodi, guide, restauratori”. Con questa iniziativa che rappresenta anche una protesta, la CISL vuole rimettere al centro dell’attenzione i problemi di quello che “dovrebbe essere il settore trainante dell’economia nazionale” ma anche chiedere soluzioni concrete per il rilancio: delle “risorse per la tutela e la manutenzione di siti e strutture e dalla ri-internalizzazione di servizi oggi oggetto di appalti selvaggi, sprechi enormi e sfruttamento delle professionalità”. Poi c’è il capitolo delle rivendicazioni per la salvaguardia occupazionale e retributiva. A tal proposito la CISL FP chiede di mettere fine alla drammatica carenza degli organici e di garantire il pagamento delle indennità di turno e del salario collegato ad attività specifiche dei lavoratori: “Vogliamo fare del patrimonio culturale un volano economico. Per questo pretendiamo il rispetto dei diritti contrattuali, e chiediamo più riconoscimento professionale, più formazione, più attenzione alle competenze”, conclude.

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