BENEVENTO- L’ incarico di Procuratore della Repubblica di Benevento per Nicola D’ Angelo e’ iniziato nel segno di due servitori dello Stato beneventani, che hanno lasciato un’impronta nel suo percorso professionale e umano. Nel suo discorso di insediamento, il magistrato alla guida da questa mattina della Procura di Benevento ha voluto ricordare, emozionandosi, il Procuratore Bruno Rotili e il cancelliere Ci sono due persone che hanno contribuito a questo percorso, due persone di questa terra che purtroppo un male crudele ha sottratto troppo presto all’affetto dei loro cari e anche a questa Procura. Mi sto riferendo al mio primo Procuratore a Campobasso, il dottore Bruno Rotili e al mio cancelliere Enzo Iannazzone: “Bruno e’ stato il mio maestro , uno di quelli che ti insegnano la professione non spiegandola ma vivendola. Ricordo una volta mi ha lasciato un bene prezioso, che può sembrare inconsistente: il dubbio. Attenzione, non il dubbio dei casi incerti, quello viene da solo. Il dubbio di quelle situazioni che corrono veloci, quelle che gridano una colpa. Ecco Bruno diceva: attenzione, la Giustizia che utilizza il dubbio quando le questioni sembrano chiare e’ una giustizia più giusta, più attenta. Invece di Enzo ricordo tante cose e ricordo soprattutto il sorriso. Enzo esercitava la sua competenza con leggerezza ma soprattutto sorrideva. Voi capite che in questi uffici dove ogni fascicolo è un pezzo di ferita, a volte piccolo a volte enorme ma ogni cosa è dura. Quindi, nella durezza del nostro lavoro avere un collaboratore che oltre a risolvere i problemi, sorride, e’ qualcosa di fantastico. Rispetto a Bruno, che era il Procuratore di Campobasso e sicuramente sarebbe stato Procuratore di Benevento, venire qui oggi mi da l’idea di aver colmato un vuoto”. Si e’ commosso ricordando il messaggio ricevuto dalla moglie del Procuratore Rotili alla notizia della sua designazione da parte del Csm alla guida della Procura di Benevento. Ai giornalisti ha anche voluto assicurare che : “La stampa svolge un ruolo importante: la democrazia di un popolo non si misura col sistema elettorale ma con la libertà di stampa e mi auguro che il rapporto con voi della stampa sarà eccellente”. E sul referendum sulla giustizia ha aggiunto: “Personalmente, come magistrato e con la mia età, sarei anche indifferente al risultato però, siccome guardo al futuro dei miei figli, spero che vinca il no”. Alla cerimonia insieme alle autorità beneventane erano presenti anche numerosi rappresentanti delle istituzioni irpine. La Procura di Benevento ha infatti competenza sull’area dell’ex Procura di Ariano Irpino. Nell’aula di Palazzo di Giustizia dove ha giurato il neo procuratore erano infatti presenti il prefetto di Avellino Rossana Riflesso, il comandante provinciale dei Carabinieri di Avellino Angelo Zito, il comandante provinciale della Guardia di Finanza Leonardo Erre, il vicario del Questore di Avellino Marcello Castello, il presidente della I Sezione Penale del Tribunale di Avellino Guglielmo Scarlato. Non poteva mancare il Procuratore Generale Aldo Policastro, che ha guidato proprio la Procura di Benevento, retta per un lungo periodo dal Procuratore facente funzioni Gianfranco Scarfo’ , che ha passato ora il “testimone” al neo Procuratore D’Angelo.


