Basket – Scandone, ora sotto con i play: Barrett e Gaines i nomi

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Avellino – Ha subìto una brusca accelerata il mercato della Scandone. E la direzione presa, almeno sulla carta, pare essere quella giusta. Puntare sulla voglia di riscatto, sulla volontà di far bene e di rilanciarsi da parte dei cestisti che affiancano il proprio nome a quello dei lupi è la strategia disegnata da Pancotto e dai suoi collaboratori. Paradossalmente, la riduzione del budget (cosa comune a tutte le squadre di A) sta portando i team a spendere in maniera migliore, più oculata. E non è detto che questo porti ad un innalzamento della competizione, con la graduatoria finale del campionato che premierà con tutta probabilità non chi avrà speso di più, ma chi avrà speso meglio. Per il playmaker, però, pare sia in serbo una piccola eccezione. I nomi accostati ad Avellino nelle ultime ore per lo spot di ‘1’ sono di fascia superiore. Caratteristica questa comune ad altre squadre, Pesaro in testa. La formazione affidata a coach Dalmonte ha infatti messo gli occhi su Marques Green. Già, quel Marques Green che ad Avellino infiammò le platee e incantò tutta l’Italia cestistica: un concentrato esplosivo di tecnica, talento e soprattutto leadership in appena 165 centimetri. A Pesaro Green ritroverebbe Eric Williams, il centro con cui ha formato uno dei più micidiali ed efficaci assi play-pivot visti nel campionato italiano negli ultimi anni. La trattativa sembrava essersi conclusa giovedì notte, ma pare ci sia stato uno stop. La causa principale è da rintracciarsi nel ricco biennale che lega Green al Fenerbahce: un contrattone da circa 900mila dollari annui di non facile risoluzione. La corazzata turca ha deciso di non puntare più sul folletto di Philadelphia che gradirebbe tornare in Italia. Prima però va risolto il precedente accordo: solo successivamente, insieme al suo agente, potrà scegliere la destinazione. Pesaro, a quanto pare, ha messo sul piatto una cifra vicina – se non superiore – ai 400mila dollari, la metà insomma del vecchio contratto con i turchi. Stando alle cronache locali pesaresi Avellino si sarebbe inserita nella trattativa, a titolo puramente informativo. Il rumor a quanto sembra è totalmente infondato: fonti vicine alla società fanno sapere che i lupi non hanno preso parte – né lo faranno in futuro – alla corsa per il play di Philadelphia.
Dunque, la destinazione più probabile per Marques, che tornerà ad Avellino da avversario, è Pesaro: l’ufficialità potrebbe arrivare lunedì. Finley, che era la prima scelta di Dalmonte, si accaserà con tutta probabilità a Milano. Un altro nome accostato a quello dei marchigiani era quello di Wood (ex Cantù e Treviso), l’alternativa a Green che potrebbe restare a piedi.

PLAY – Avellino segue con maggiore interesse due piste, due strade che portano entrambe a New York, rispettivamente una nel Bronx e una a Jamaica, Queens. Si tratta di Sundiata Gaines, visto quest’anno a Cantù, e Andrè Barrett, fenomeno del college e della D-League, classe 1982, che dopo una serie di saliscendi con squadre Nba (New York, Houston, Clippers) si è accasato – ma con poco successo – al Barcellona. Un connubio mai esploso ed esplorato del tutto, considerando anche che Barrett aveva davanti a sè gente del calibro di Lakovic e Navarro.
Barrett ha prezzi alti ma non eccessivi, visto che nella sua incarnazione Catalana non ha certo brillato, illuminando solo con rari sprazzi del suo talento il “Palau Blaugrana”.

GAINES – Gaines (Jamaica, classe ’86) l’anno scorso a Cantù ha fatto registrare 13 punti, 2 recuperi e 2,5 assist di media in oltre 30 minuti di gioco. E’ un play molto fisico, non certo ordinato, che anzi dà il meglio di sè in situazioni al limite. La sua struttura gli permette anche di marcare diverse tipologie di avversario. L’anno scorso ha avuto un rendimento molto discontinuo, ma nei momenti difficili la sua classe è venuta fuori. Gaines, proprio per questioni fisiche, potrebbe consentire a Pancotto di puntare su una guardia tiratrice anche dalla struttura piccola (come è il caso di Lofton). Inoltre, Gaines dalla sua ha l’età: 23 anni, potrebbe avere ampi margini di miglioramento.

BARRETT – Barrett ha dietro di sè la classica immagine del ‘fenomeno’ di New York. Proveniente dal Bronx, stupì addetti ai lavori e non nei suoi 4 anni all’università di Seton Hall. Poi è cominciata la sua carriera in D-League, la lega di sviluppo, all’interno della quale ha messo in piedi cifre da capogiro, tanto da meritarsi a più riprese chiamate da parte di team Nba. Phoenix, L.A. Clippers, New York… in molti ci hanno provato con lui, ma le sue dimensioni (175cm) gli hanno impedito di proseguire la carriera tra i pro americani. I ‘numeri’ in D-League non sono passati però certo inosservati agli scout europei, tanto che Barrett si è guadagnato una chiamata dal Barcelona del presidente Juan La Porta, andando a completare un team di superstar (che poi vincerà il campionato). Barrett però non ha impressionato e le cifre sono state modeste: in 11 minuti, il play ha confezionato 2,8 punti e 1,3 assist, tirando con percentuali non certo idilliache. Ma la qualità del giocatore, e il suo possibile impatto in una squadra di medio livello in Italia, non è assolutamente in discussione, anzi. Per Avellino si tratterebbe di un ‘lusso’ davvero con pochi eguali.

Qualcosa in più sulle trattative irpine verrà fuori la prossima settimana. A cominciare da lunedì, infatti, gli altri team ufficializzeranno i propri play (Green a Pesaro, Finley a Milano) scatenando l’effetto domino e indicando quante e quali saranno le piste percorribili. (di Giuseppe Matarazzo)

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