Basket, caso Hardy: Scandone bocciata dal Tribunale Arbitrale

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Avellino – Circa due settimane fa la dirigenza della Sidigas Avellino fece chiarezza sulla ‘grana’ Hardy (lo scorso anno in forza alla Scandone ad inizio campionato), specificando che il contenzioso in atto con la guardia di New York non avrebbe minimamente inficiato sulle decisioni – presenti e future – del sodalizio irpino in materia di mercato. Sul sito della Fiba sono state pubblicate le motivazioni con cui il Tribunale Arbitrale (BAT) ha condannato la Scandone Avellino al pagamento di 156mila dollari (più le spese legali) al giocatore oggi in forza alla Virtus Bologna, prossimo avversario dei lupi del basket.

Trattasi di 31 pagine nelle quali viene fatta chiarezza su una vicenda assai controversa che alla fine della fiera ha visto una sonora bocciatura per la compagine irpina, condannata al pagamento delle spettanze dovute alla combo-guard. La storia è nota. Hardy e la Scandone si accordarono per un biennale e il contratto sarebbe diventato valido soltanto nel caso in cui il giocatore (il cui padre è originario del Congo) avesse ottenuto il passaporto congolese (e quindi lo status di Cotonou) entro la prima giornata dello scorso campionato di A1. Con l’ottenimento del visto (il 22 settembre 2012) però sorsero i primi guai con l’indagine della Fip sui documenti presentati dal giocatore per il rilascio del passaporto, grane che sono andate via via aumentando fino ad un viaggio non autorizzato che Hardy si concesse negli States a dicembre. Secondo la Scandone l’atleta non doveva essere ricompensato. I legali del giocatore rescissero il contratto con la società biancoverde il 21 gennaio 2013 (per inadempienze da parte degli irpini) fino alla pronuncia del BAT che qualche mese fa ritenuto valide le motivazioni assunte dai legali di Hardy.

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