Banda dei pestaggi, aggredito per punire il fratello: vittime colpite a “freddo”

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L’operaio che non aveva concluso i lavori edili in un’abitazione, il cliente che non aveva pagato un servizio professionale, un ragazzo che aveva avuto un alterco con una persona desiderosa poi di fargli suonare “quattro schiaffi” e un giovane che aveva contratto un debito per un locale commerciale e un avvocato, aggredito da un uomo incappucciato mentre entrava in auto. Sono alcune delle vittime della banda dei pestaggi. Per molti dei casi non ci sono dei moventi precisi. In alcune circostanze, anche a causa della reticenza delle stesse vittime e della mancata denuncia e del referto ospedaliero (il reato di lesioni e’ procedibile a querela di parte) non e’ stato possibile da parte del Gip esprimersi sulle richieste della Procura nonostante ci sia stata l’identificazione degli aggressori. Tra le storie emerse in questo spaccato criminale di efferatezza e brutalita’ svelato dalle indagini dei Carabinieri della Compagnia di Baiano coordinati dal Procuratore della Repubblica Domenico Airoma e dai sostituti Vincenzo D’Onofrio e Lorenza Recano, spiccano almeno sei delle nove aggressioni contestate in cui emerge “una brutale efferatezza all’esito di una meticolosa attivita’ di pedinamento”. Studiate le mosse e colpite a “freddo”. Come in uno dei primi casi ricostruiti dalle indagini dei militari dell’Arma. Quello avvenuto nel luglio 2020 in un bar di Atripalda. In quel caso, visto che il gruppo non aveva rintracciato il diretto interessato alla punizione (per un debito non onorato ndr) avevano aggredito il fratello all’esterno del locale. Non l’unico pestaggio nella cittadina del Sabato. Sempre in una sala scommesse di Atripalda c’era stata un’altra aggressione. In questo caso la vittima non era stata in grado di stabilire il movente. Nelle prossime ore gli indagati dovranno comparire davanti al Gip per l’interrogatorio di garanzia.