Avviata la petizione per la riapertura della chiesa di Sant’Alfonso

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Avellino – È partito il tam tam di firme per la riapertura della storica chiesa di Sant’Alfonso Maria dei Liguori in via De Meo. Questa volta, dopo una lunga serie di sollecitazioni, i cittadini hanno avviato una petizione invitando ad un immediato intervento la Soprintendenza ai Beni Culturali ed Artistici di Avellino, il vescovo Francesco Marino, l’amministratore apostolico di Montevergine padre Beda Paluzzi, i Padri Redentoristi di Pagani, il parroco Francesco Ansalone, il governatore della Campania Antonio Bassolino, il commissario prefettizio della Provincia Vincenzo Madonna, il sindaco Giuseppe Galasso ed il presidente della III Circoscrizione Luigi Filippuzzi. “Chiediamo – si legge nella nota inviata agli organi competenti – che venga riaperta ai fedeli l’antica chiesa di Sant’Alfonso Maria dei Liguori, in considerazione della sua importanza storica, culturale e sociale. Il complesso è situato al centro di una zona di primario insediamento demografico. Lo stato di degrado in cui riversa adesso il convento costituisce un ‘periculum in mora’ per il proliferare di episodi para-delinquenziali. I residenti del Q9 e quelli delle limitrofe via Palombi, Parco Liguorini, via dei Due Principati, via San Leonardo hanno il diritto sociale di avere una propria chiesa anche in virtù di una aggregazione religiosa, ma anche sociale”. Al di là dell’aspetto prettamente religioso, la chiesa di Sant’Alfonso Maria dei Liguori rappresenta una traccia di quella città che non c’è più. Nascosta tra le folte foglie dei secoli platani che la proteggono – particolarmente suggestiva la visione autunnale – il plesso è tutt’ora abbandonato e chiuso a qualsiasi attività. I cittadini, che adesso si sentono depauperati da un bene così prezioso, hanno chiesto un intervento di preservazione e protezione per conservare non solo le antiche tradizioni religiose, ma anche l’identità di un città che si sta evolvendo nel segno della modernità.

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