Avellino perderà nel 2023 0,2 punti percentuali di ricchezza: allarme recessione

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Avellino perderà nel 2023 0,2 punti percentuali di ricchezza. E’ l’analisi della Cgia di Mestre che descrive quali saranno i territori maggiormente in crisi nel 2023. Nei primi dieci posti del rank per valore aggiunto reale (il Pil al netto delle imposte indirette e che esprime la crescita economica di un territorio), guida Milano: l’anno prossimo crescerà dello 0,8 per cento rispetto al 2022 (+4,7%, tasso che guadagna un 2,9% rispetto ai livelli pre-Covid). Savona è seconda, con una crescita dello 0,6% (+4 nel 2022) pari a quella di Salerno, terza, che tuttavia fa meglio nel raffronto fra 2022 e 2019 (pre-Covid) con una recupero rispetto al territorio ligure dell’1,5%.

Salerno, quindi, è la nuova “locomotiva” della Campania. Fa meglio anche di Roma (quattordicesima) il cui Pil per l’anno che verrà dovrebbe aumentare dello 0,3 per cento.

Ecco la futura geografia della crescita (e della crisi) in Campania. Bene Caserta (17esimo posto) con un ricchezza che dovrebbe aumentare dello 0,3% e Benevento (19esimo posto) con +0,2%. Napoli è al 38esimo posto; il capoluogo regionale nel 2023 inchioderà il suo Pil allo zero (aveva un confortante +3% rispetto al 2022), e poco importa — ci segnala la Cgia — se anche l’Italia sarà a crescita zero.

Indice recessivo segna la quinta provincia campana: Avellino, 54esima, perderà nel 2023 0,2 punti percentuali di ricchezza, avendo fatto bene l’anno prima (+2,6) e nel recupero pre-Covid (+1,3%). “È in arrivo — spiegano gli analisti dell’associazione di Mestre — uno degli inverni più difficili degli ultimi 50 anni”.

Secondo stima, per mitigare il caro energia il nuovo governo dovrebbe trovare entro il prossimo 31 dicembre almeno 35 miliardi di euro per dimezzare gli aumenti di costo in capo a famiglie e imprese previsti nel 2022. Aumenti che, al netto dei 58 miliardi di aiuti erogati quest’anno contro il caro bollette, ammontano complessivamente a 70 miliardi di euro.