Avellino – Lavoro e precarietà: il Prc si confronta sul tema invitando tutte le forze, politiche e sindacali, presenti sul territorio il 30 ottobre al Centro Sociale “Samantha Della Porta” di Avellino. L’obiettivo dell’assemblea è quello di approfondire i contenuti di una piattaforma di lotta contro la precarietà, tema predominante della manifestazione nazionale che si terrà a Roma il prossimo 4 novembre. “La precarietà del lavoro e delle condizioni di vita – spiega la nota della segreteria provinciale del Prc – segna oggi donne e uomini, occupati e disoccupati, nativi e migranti. La lotta contro la precarietà è viva in tutto il mondo e percorre la società, la cultura, la politica con conflitti sempre più diffusi ed estesi. In Italia è giunto il momento di rivendicare un cambiamento radicale di tutta la legislazione che in questi anni ha precarizzato il lavoro e la vita sociale. Si devono estendere nella società i movimenti per conquistare il diritto a condizioni di vita dignitose, per la libertà di decidere per sé e per il proprio avvenire”. Per queste ragioni Rifondazione propone alcune tematiche sulle quali riflettere: “l’abrogazione delle tre leggi simbolo della politica per la precarietà del governo delle destre, la Legge 30, la legge Bossi-Fini sui migranti, le leggi Moratti sulla scuola e l’università e di tutte le disposizioni e decreti ad esse collegati. È necessario – continua il documento – riscrivere tutta la legislazione sul lavoro e sull’occupazione, per mettere fine a tutte le forme di precarietà permanente e diffusa, per combattere il lavoro nero e sottopagato, per contrastare la caduta dei salari, la flessibilità selvaggia negli orari, il peggioramento delle condizioni di lavoro. Per questo bisogna mettere in discussione anche la Legge 196 del 1997 e procedere alla riscrittura del Codice Civile. Il lavoro a termine deve tornare ad essere solo un eccezione e dovrà in ogni caso garantire salari e contributi più alti del lavoro a tempo indeterminato. Lo sblocco delle assunzioni nelle pubbliche amministrazioni e l’assunzione a tempo indeterminato, con contratto di lavoro pubblico, dei precari che lavorano nei servizi pubblici, nelle pubbliche amministrazioni, nella scuola, nella sanità, nelle università e negli enti di ricerca. Senza un lavoro stabile non vi può essere un servizio pubblico adeguato che garantisca a tutti i diritti di cittadinanza”.
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