Avellino – Lavoratori precari e Lsu: Montanile affonda la lama

8 Gennaio 2006

Avellino – Lavoratori precari ed Lsu: se ne parla e si continuerà a farlo. Appare chiaro, infatti, il proposito del gruppo di opposizione di Piazza del Popolo, portavoce, in questa circostanza, di un problema che in un prossimo futuro si farà strada tra i banchi consiliari. Tutto parte dalla scadenza, risalente allo scorso 31 dicembre, delle convenzioni a cui i lavoratori erano vincolati. Dunque, a farsi è strada è il già noto ed immancabile interrogativo: cosa ne sarà degli Lsu in seguito a questa scadenza? Non solo ‘chiacchiere’ ma veri provvedimenti quelli necessari a riequilibrare la situazione. Per questo nasce proprio dai banchi della minoranza l’esigenza, trasformatasi poi in una vera e propria richiesta, di discutere in una seduta urgente di Consiglio della ‘Informativa dell’amministrazione sui lavoratori precari e sugli Lsu del Comune di Avellino’. Insomma, stando a questi presupposti, il 2006 sembra aprirsi, senza mezzi termini, come l’anno del ‘precariato’. “Il ruolo ricoperto da questi lavoratori e fondamentale per il giusto andamento della macchina amministrativa”. A farsi ‘avvocato’ dell’importanza della questione è il consigliere comunale Carmine Montanile, impegnato, sin da tempi non sospetti, per ‘prevenire’ piuttosto che ‘curare’. “Questa è solo la fase ‘terminale’ di una situazione che affonda le radici all’inizio dello scorso anno. Ho sollevato le mie perplessità sulla questione – ha spiegato – già nello scorso mese di aprile, quando la situazione è stata evidenziata nell’ambito della discussione relativa al Bilancio. L’amministrazione era naturalmente già al corrente della scadenza delle convenzioni per questo avevo ritenuto opportuno sottoporre l’argomento all’attenzione dell’assessore competente, in questo caso Pennetta. Ma, come sempre succede in questi casi, nessuno ha mai fornito un chiarimento né dato alcuna risposta. Ed anche questa volta si affronta la situazione quando già è sul filo di lama”. Ed a sconvolgere non è soltanto la precarietà del futuro dei lavoratori quanto soprattutto il blocco che si potrebbe determinare in seno alla macchina amministrativa. “Non si è parlato di alcuna integrazione né di rinnovo dei contratti. Ho paura che tutto questo porterà ad una fase di stallo in considerazione del ruolo fondamentale che rivestono”. Interrogativi d’obbligo: verranno sostituiti? E, in caso di risposta affermativa, quando? Ora ad infuocare gli animi è l’esigenza di trasparenza. Una chiarezza che sarà fatta, forse, nel corso della seduta di assise. Al momento, però, la ‘guerra’ è aperta: l’opposizione non intende arrendersi. (di Manuela Di Pietro)


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