Avellino – Il giorno di Mancino: l’omaggio dell’Irpinia

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Avellino – 1 settembre: il giorno di Mancino. Un omaggio a chi ha reso lustro alla città e all’Irpinia attraverso la dimostrazione di un infaticabile impegno e grandi capacità. Una festa organizzata per celebrare un momento importante, un nuovo incarico, un traguardo di assoluto prestigio. Tante premesse per dedicare un festeggiamento a chi ha saputo portare alto il nome dell’Irpinia, dei suoi talenti, della sua storia e delle sue intelligenze spesso nascoste. E il nome d’eccellenza è quello dell’ex senatore Nicola Mancino, eletto membro del Consiglio Superiore della Magistratura, una designazione avvenuta all’unanimità con 27 voti. Avvocato e costituzionalista, giornalista pubblicista, due volte presidente della Giunta Regionale, nel ’76 eletto per la prima volta Senato e da allora da sempre riconfermato a Palazzo Madama fino al 24 luglio scorso dato in cui ha rassegnato le dimissioni per assumere il suo importante incarico al Csm. Nato a Montefalcione nel 1931, Mancino ha dato inizio alla sua esperienza politica nella Democrazia Cristiana, di cui è stato segretario della provincia di Avellino e poi della Regione Campania. Ministro dell’Interno tra il 1992 e il 1994, ha militato nel Partito Popolare Italiano e, infine, nella Margherita. Sotto la sua guida al Viminale venne arrestato il boss della mafia Totò Riina. In quegli stessi anni firmò una legge contro la discriminazione razziale etnica e religiosa (La Legge Mancino). Dopo la fine della Democrazia Cristiana iniziò la sfida politico-personale contro Rocco Buttiglione relativamente alla sua collocazione nel Partito Popolare Italiano. Mancino fu sconfitto e Buttiglione conquistò la segreteria. Nel 1996 insieme ad Andreatta fu l’artefice della scesa in campo di Romano Prodi e dell’intesa con i Democratici di Sinistra. Per 10 anni di seguito è stato capogruppo al Senato. Dopo la vittoria del centrosinistra (1996) è stato eletto presidente del Senato, carica che ha conservato fino al 2001. Anni caldi segnati dal fallimento della Bicamerale, dalla caduta del governo di Romano Prodi, dall’arrivo di Massimo D’Alema a Palazzo Chigi sostituito poi da Giuliano Amato. Sposato con la signora Gianna ha una figlia Chiara che gli ha dato due nipoti Giovanni e Nicol. E proprio questa pomeriggio all’Hotel de La Ville alle ore 18.00 avranno luogo i festeggiamenti promossi dal coordinamento provinciale della Margherita in onore di Nicola Mancino, nuovo vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura. Insieme all’ex senatore saranno presenti tra gli altri, i consiglieri regionali Mario Sena e Luigi Anzalone, l’assessore regionale Enzo De Luca, gli on. Andria, Maccanico e Bianco. A concludere sarà l’onorevole Ciriaco De Mita.

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