Avellino – Iacp, “Ora restituiteci 1065 miliardi di vecchie lire”

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Avellino – “Restituiteci il maltolto”. E’ in sintesi il pensiero del presidente dell’Iacp di Avellino Giovanni Romano che in una lettera aperta indirizzata agli assessori e consiglieri regionali della provincia di Avellino, dopo aver espresso soddisfazione rispetto al debito della Sanità ripianato, dice la sua. “Ho appreso con grande soddisfazione che, finalmente, la Regione Campania, attraverso la società Soresa ha ripianato il debito determinando così maggiore tranquillità agli utenti (Asl) e serenità economica a farmacie, laboratori, strutture diagnostiche e cliniche private convenzionate. Questo consentirà finalmente alla Regione stessa di fare una programmazione più attuabile e credibile con anche verifiche gestionali puntuali al fine di evitare quei cosiddetti sprechi che hanno contribuito al disavanzo accumulato e mi auguro che avremo una assistenza migliore, di qualità. Però non ci deve sfuggire che nella nostra Campania ci sono altri bisogni come quello della casa definito ulteriormente dalla Comunità Economica Europea ‘bene sociale’, sempre per la stessa categoria di bisognosi. Una casa di abitazione che deve essere visibile sia dal punto di vista igienico sanitario che degli spazi e delle integrazioni urbanistiche e sociali ma che purtroppo per l’assenza di una politica seria e delle interpretazioni urbanistiche e sociali ma che purtroppo per l’assenza di una politica seria da parte della regione Campania in particolare e del Governo centrale (mi auguro che questo attuale lo faccia) ha determinato una sorta di disagio e di sperequazione soprattutto nella nostra Provincia. Ovviamente parlo di Erp (Edilizia Residenziale Pubblica). Addirittura poi la Giunta Regione Campania nel 2003 per fronteggiare il ‘deficit Sanità accumulato nell’anno 2002, si rese responsabile dell’utilizzo di 550.000.000 di euro (pari a 1065 miliardi di vecchie lire) destinati all’Erp per la costruzione e recupero di alloggi popolari con l’impegno deliberato del rientro in tempi brevi attraverso un piano finanziario ad hoc (vedi relazione della Corte dei Conti data 5/6/06). Un autentico scippo a danno di una domanda di alloggi sempre più crescente – la forbice dei poveri, da qualche anno a questa parte si è allargata con la presenza delle famiglie monoreddito – e di una necessità di interventi di manutenzione ordinata, straordinaria, di lavori di adeguamento igienico-sanitario e superamento di barriere architettoniche su tutto il patrimonio esistente che solo nella nostra provincia di Avellino conta oltre 7000 alloggi. Con questa scelta la Regione Campania non solo alimentava una guerra tra i poveri (necessità di assistenza sanitaria e necessità di alloggi salubri convergono sulla stessa persona) ma andava ad aumentare il deficit sanitario atteso che l’abitare in un alloggio malsano determina maggiori patologie e quindi più costi di assistenza. Ora finalmente prediamo atto del miracolo Sanità ma contemporaneamente ci aspettiamo la restituzione del ‘maltolto’ (1065 miliardi di vecchie lire utilizzati per coprire il buco) per far sì che in tutta la Regione Campania ed in particolare nella nostra provincia si possa attuare quella politica della casa definitiva, con un programma credibile in relazione sia alle nuove esigenze (necessità di oltre 2000 alloggi) che di salvaguardia del patrimonio esistente. Senza trascurare che le condizioni attuali dell’Iacp di Avellino (bilancio con un disavanzo di oltre 5.000.000 di euro annui – esborsi per espropriazioni e contenzioso per oltre 8.000.000 di euro, introiti di locazione insufficiente a coprire le spese di gestione, etc.) non sono ottimali sicché vi è necessità sia di risorse economiche ma anche di una riforma dello stesso istituto in relazione a funzioni e correlazioni con gli enti locali oltre ad una autonomia gestionale”. Da qui: “Mi auguro che i nostri rappresentanti regionali si attivino in tal senso”.

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