Avellino – Festa Acli,De Mita: “occorre utilizzare meglio le risorse”

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Avellino – E’ il presidente delle Acli Gerardo Salvatore ad aprire ufficialmente i festeggiamenti per i 60 anni delle Acli. Il breve excursus storico sulle Associazioni Cristiane dei Lavoratori Italiani si conclude con il messaggio di Paolo VI in occasione del ventesimo anniversario delle Acli: “Siate fidenti e fedeli”. Un modo come un altro per dire: “Guardate al futuro con un occhio verso il passato… ma senza mai perdere di vista la realtà”. Dopo i saluti del Vescovo di Avellino, Monsignor Francesco Marino e del primo cittadino di Avellino, Giuseppe Galasso, è il vicepresidente provinciale delle Acli, Rosanna Repole, a presentare il tema del dibattito “Integrazione tra pubblica amministrazione e terzo settore per la gestione dei servizi alle persone”. Ancora qualche riferimento storico e poi si passa ai dati: 60 circoli sul territorio provinciale e 10 mila iscritti. La Repole passa poi ai relatori, spiegando le ragioni della loro partecipazione al convegno: gli assessori, rispettivamente provinciale e regionale alle Politiche Sociali, Marcello Zecchino e Rosetta D’Amelio – energica operatrice del sociale sia nella vita privata che nella sua esperienza di sindaco-, Andrea Olivero, vicepresidente nazionale Acli, esperto Welfare. Per finire con l’introduzione alla figura dell’onorevole Ciriaco De Mita: “De Mita è la politica e in Irpinia c’è bisogno di politica -spiega la Repole- soprattutto nel sociale. Un politico capace di suscitare proposte e sollecitazioni. Bando agli stupidi che si nascondono dietro a pseudonimi: il nostro scopo è quello di sollecitare le intelligenze pulite per dar vita a rapporti duraturi e concreti tra istituzioni, associazioni e politica. Le Acli fanno questo: impresa sociale a sostegno del cittadino. Che non è mero volontariato, ma significa agire con responsabilità e con lo spirito del volontario, senza profitto personale”. Segue la relazione tecnica scientifica della Professoressa Genevieve Ninnin dell’Università Cattolica di Milano: “Le politiche sociali: il servizio pubblico di tutela al cittadino”. E’ poi la volta degli assessori provinciale e regionale alle Politiche Sociali che pongono l’accento sui tagli apposti dal Governo centrale al settore: “C’è arretramento di risorse e valori – dichiara la D’Amelio – la Regione Campania con grande sforzo sta cercando di intervenire per recuperare. Il governo campano ha previsto 55 milioni di euro in tre anni per misure a sostegno della povertà. Inoltre ha sottolineato il lavoro puntuale e la sinergia tra gli assessorati regionali alle Politiche Sociali e alla Sanità per una svolta sulle questioni che attengono ai servizi domiciliari”. L’assessore Zecchino sollecita a sua volta la necessità di un tavolo di coordinamento per dare forza al terzo settore “organo della cittadinanza attiva”. “La Provincia – dichiara – deve avere un ruolo vigile per potenziare i servizi e venire incontro alle esigenze dei cittadini. Questo Ente cerca faticosamente di interagire con i coordinatori dei Piani di zona per rappresentare a livello regionale le istanze e condensarle in una progettazione comune per meglio intercettare i fondi comunitari”. Il sistema del sociale è malato secondo l’onorevole Ciriaco De Mita: un percorso in calata a partire dal dopo guerra fino al post sisma.“Sull’organizzazione dell’impresa sociale c’è un po’ di confusione: il volontariato ‘l’amore verso un’attività’ non ha prezzo. C’è bisogno dunque di una riflessione seria sul coordinamento dei servizi. Le risorse a disposizione non sempre vengono utilizzate in maniera adeguata”. Il leader regionale della Margherita non manca di rivolgere una riflessione sulla situazione della recente crisi provinciale: “Mi spaventa che ci siano battaglie tese a conservare la posizione senza prestazione”. “Facciamo bene a denunciare l’insensibilità del governo -continua poi sul tema dei tagli- che ha preparato la sua estinzione da solo. Ma ho paura per il dopo elezione. Dobbiamo dimostrare di saperci fare, tenendo presente che in condizioni di disordine è difficile operare. C’è bisogno di un riordino istituzionale”. A chiusura dei lavori, il vicepresidente nazionale delle Acli, Andrea Olivero, che ancora una volta sottolinea l’importanza di uno stato sociale forte ed efficace.

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