Avellino – Crisi alla Provincia: ‘verità’ che scottano

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Avellino – “La faccenda della De Simone (si riferisce al documento mediatore, ndr) la condivido. Ma rispetto alla persona ho maturato un giudizio così negativo che non esiste. La mia fortuna è che sono coordinatore regionale e non segretario provinciale… . Però…“la politica ha la sua complessità e noi siamo obbligati a prenderne atto per senso di responsabilità”. Un passaggio forte targato Ciriaco De Mita passato in secondo ordine rispetto ad una riflessione ‘realista’, ‘responsabile’ e di ‘sunto’, oseremo dire, ‘maturata’ dopo gli interventi dei convenuti al quartier generale di via Tagliamento. E rispondendo in primis all’ex presidente della Provincia Francesco Maselli, ha cominciato: “Non ho vissuto questa cosa come una vicenda personale – altrimenti l’avrei chiusa diversamente – ma politica”. E ancora: “Non parlerei di solidarietà con persone che non stimo e non ho mai stimato. Credo anche ad una certa giustizia divina. Guardo alla vicenda non con l’illusione che si possa ricomporre ma la politica ha la sua complessità e noi siamo obbligati a prenderne atto per senso di responsabilità. Cerco di capire le opinioni degli altri e qui la valutazione è comune perché obiettiva (….). La via d’uscita aveva un’alternativa, la rottura definitiva:… ci avrebbe portato alla maggioranza assoluta (considerato il consenso ricevuto)”. Ma poi che fine avrebbe fatto l’alleanza di centrosinistra? E’ così che suona l’interrogativo di De Mita. “Non possiamo farci condizionare dalle beghe locali. Se dovesse rimanere questo clima, la campagna elettorale la faremo con i vertici nazionali. Vorrà dire che alla pubblica opinione offriremo la strategia della politica generale”. Secondo il leader nuscano, affinchè la situazione provinciale venga sciolta, è necessario un Consiglio in seno al quale ognuno metta in luce le proprie opinioni. Dalle soluzioni alle ‘posizioni’: “Con il documento diamo lettura rispetto ad una situazione devastante. La nostra interpretazione deve essere questa: non rompiamo la ‘solidarietà’. Questo con grande realismo”. Un intervento che al di là di tutto sembra aver sortito il suo effetto: la votazione unanime del documento ‘responsabile’.

LE BACCHETTATE DI FRANCESCO MASELLI: “Smentiamo falchi e colombe”

“Faremo bene a smentire categoricamente falchi e colombe”. E’ Maselli che nel suo intervento presso il quartier generale di via Tagliamento ha detto senza mezzi termini come la pensa. E’ lui che spiega come la soluzione trovata per l’Ente Provincia non va: fa acqua da tutte le parti. “Non è possibile che sia stato gettato fango contro il coordinatore della Margherita: Ciriaco De Mita, non va bene. Ed io questo non lo consento neanche ad un alleato con il quale sono costretto a stare. Altrimenti dirò che ha ragione D’Ambrosio. Se è questo che serve a garantirsi un passaporto per il futuro!… Ma credo che non sia corretto un atteggiamento simile…”. Ad ogni modo “come faremo a ritornare sui nostri passi, senza creare un danno all’immagine dell’on. De Mita? Nell’opinione pubblica e tra gli iscritti, sembra che la soluzione data, faccia uscire il coordinatore regionale malissimo, benissimo invece il presidente (De Simone, ndr). Le opinioni possono essere diverse ma all’esterno deve apparire un partito unito senza cedimenti a falchi e colombe”. A buon intenditor… “Credo che sia una prospettiva importante. Non a caso avevo chiesto che venissero tirati in ballo altri partiti. Perché gli altri hanno la possibilità di scegliersi il proprio interlocutore a propria convenienza. Noi li facciamo addirittura diventare i partiti della mediazione. E il nostro che è mediatore per eccellenza rischia di essere visto come folle. Bisogna chiamare a raccolta tutti i partiti: e far dire loro cosa ne pensano. Non possono continuare a restare passivi di fronte alle faccende del centrosinistra. E’ un modo per far capire che non è possibile chiedere solo prebende…. Quando ero presidente mi trovavo in una condizione di continua fibrillazione perchè Giuditta mi toglieva a suo piacimento la fiducia. E lì tutti zitti (stampa, compresa, ndr). Tutti zitti anche quando la De Simone si permette di parlare di trasparenza e regole. Il partito c’è o non c’è. Non può esserci solo quando si attaccano De Mita e Mancino. Non è possibile ingraziarsi il dirigente di turno”. Una carrellata di affondi di un Maselli sempre più agguerrito che come è nel suo stile richiama all’orgoglio. “Non significa rompere ma avere un po’ di orgoglio, che ad alcuni non piace ma a me sì. Il documento che dobbiamo stilare o conferma la posizione che il partito aveva assunto con i Ds oppure che si continui a temporeggiare. Ma io non ci sto”.

NICOLA MANCINO: “Un comportamento incivile ma…”
Un intervento lucido nel quale non manca di ‘affondare’ D’Ambrosio e company – “Il comportamento dei Ds è inaccettabile. Lo scontro dei Ds è con toni di inciviltà assoluta” -. Di mettere in luce come sia necessario difendere le posizioni del partito e nello stesso tempo “dialogare anche con i partiti minori”.

GIUSEPPE DE MITA: “Ds… che ipocriti!”
“L’equilibrio tra noi e i Ds si è rotto perché loro non hanno avuto fiducia in noi. Non si fidavano di noi sulla gestione non sulla politica. Oggi entriamo in fibrillazione perché hanno il problema del collegio(parlamentare, ndr). D’Ambrosio oggi alza il tiro, perché se gli tolgono il collegio, dirà che non è una sua responsabilità”. “Vorrei che si facesse una direzione con gli assessori e gruppi provinciali per discutere di quanto accaduto”.
E poi “I Ds non possono essere così ipocriti, sono con noi: eppure hanno detto che da quando siamo nati, siamo indegni”. Ma ora: “Rendiamo il tavolo luogo possibile dell’intesa”.
Una direzione durata ben tre ore, che almeno – si spera – sia servita a ritrovare l’unità di intenti. (di Teresa Lombardo)

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