Avellino – Consiglio: strappo nel Pd, ma il Bilancio è approvato

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Avellino – Tutto come da copione. I cinque rappresentati diessini hanno ufficializzato la nascita di un gruppo autonomo, ma pur sempre facente riferimento al Partito Democratico. Primo atto di uno spettacolo già visto, quello messo in scena dal Consiglio comunale avellinese. Inutili i tentativi di mediazione e di ricucire uno strappo ormai troppo ampio tra piddini ed ex Quercia. Così Francesco Todisco, capogruppo della nuova anima consiliare, Sergio Barbaro, Ugo Lo Guercio, Ettore Iacovacci e Giuseppe Negrone, con tanto di documento consegnato al sindaco, hanno ufficializzato la loro presa di posizione già chiara da giorni. “Al di là dell’appartenenza a mozioni diverse – ha spiegato Todisco – la nostra scelta è stata dettata dalla mancanza di ascolto prestata dal primo cittadino. Nella composizione della Giunta non si sono tenute conto le varie sensibilità del partito. La nostra vuole essere una ripartenza. Faremo sempre riferimento al Pd, ma allo stesso tempo saremo altra cosa. Ciò che chiediamo è l’azzeramento di questa Giunta. Il sindaco ha il dovere di ascoltarci e di riformulare l’Esecutivo. Le sue scelte non sono state per nulla democratiche, anzi denotano protagonismi e personalismi. Se Galasso compirà questo passo, allora potremmo rientrare nel gruppo del Pd e riaprire un dialogo che sia costruttivo per tutti”.
A nulla è valso il tentativo del senatore De Luca di riportare il gruppo dei democratici sui propri passi. “Prendo atto del documento, ma il Pd è uno e non può essere diviso. Sono amareggiato per le decisioni prese, anche se, l’elezione all’unanimità del capogruppo La Verde delinea la realizzazione di un processo di democrazia. Invito il gruppo dei democratici ad una pausa per riflettere. È impensabile che le vicende precongressuali debbano avere ripercussioni sulle istituzioni. È inammissibile. Il sindaco ha svolto il suo ruolo e non per questo deve esser messa in discussione l’appartenenza ad un partito fatto di storia, menti brillanti e tradizioni. La democrazia non è interpretazione. Viviamo una situazione plastica che non riguarda solo Avellino, bensì tutta la nazione. Noi saremo sempre aperti al dialogo e non ci sottrarremo al confronto. Lo dobbiamo ai cittadini che ci hanno dato fiducia per amministrare questa città, non possiamo tradirli”.

Dalla discussione politica ad una di grande attualità: la Dogana. È stata Enza Ambrosone, consigliere in quota Udc, a sollevare delle interrogazioni al parlamentino: “Questa amministrazione ha il dovere di intervenire. È vero, la Dogana non è un palazzo di proprietà comunale ma questo non ci esime dal recuperare un simbolo, un luogo storico della città, che oggi è conservato nel totale degrado. Già nell’era Di Nunno si era proceduto a recuperare questi spazi cittadini, c’era una trattativa poi svanita. Per quanto riguarda la destinazione, credo sia evitabile concedere il palazzo alle varie associazioni”.
Solerte la risposta del sindaco Galasso: “L’amministrazione Di Nunno tentò l’acquisto della Dogana con un’offerta di 600 milioni delle vecchie lire, poi la trattativa si inabissò per un’improvvisa lievitazione del prezzo iniziale. Anche la Provincia, allora guidata da Alberta De Simone, cercò di intavolare una contrattazione, ma il commissariamento ha mandato tutto all’aria. Adesso, insieme all’avvocatura del Comune e all’assessore Biazzo, abbiamo ripreso in mano un discorso per superare anche il contenzioso in atto. Abbiamo anche alcuni fondi Europa Più da poter destinare al recupero dello stabile. Quindi, non siamo inattivi”.
La parola è poi passata al capogruppo del Pdl Giovanni D’Ercole che ha chiesto di avere una data certa e definitiva per la consegna dei lavori al tunnel e che ha poi alzato il tiro sull’utilità dei vigilini in città. All’attenzione del Consiglio anche la messa in sicurezza della Bonatti, il recupero di alcuni palazzi storici di Corso Vittorio Emanuele e il caso della Novolegno. La discussione si è accesa, tra maggioranza ed opposizione, alla votazione del piano per la vendita dei beni alienabili, passaggio propedeutico prima dell’approvazione del Bilancio. Con 13 voti contrari, 14 favorevoli e un astenuto (il consigliere Gabrieli, ndr), il piano è rientrato nel dibattito sul documento contabile. Alla fine, dopo una estenuante trattazione, il Consiglio comunale ha approvato il Bilancio con 22 pareri favorevoli. Dalla votazione si è astenuto il presidente del parlamentino cittadino Antonio Gengaro, mentre tra i banchi di maggioranza Luigi Urciuoli dell’Idv ha espresso voto contrario.
E da domani si ritorna al lavoro. (marianna marrazzo)

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