Avellino – Consiglio comunale: le ‘spine’ di Gengaro

23 Settembre 2005

Avellino – Consiglio comunale: una seduta che non poteva essere tranquilla. L’inizio inganna: viene distribuito solo un documento a firma degli inquilini del civico 168 di via Umberto I. Si chiede la sospensione dei lavori relativi alla stazione radio-base per la telefonia mobile della Tim. Oggetto, tra l’altro, dell’interrogazione del consigliere d’opposizione Edoardo Fiore. Poi, segue l’interrogazione dell’esponente ‘rientrante’ di Libera Città, Stefano La Verde, che chiede la sospensione della seduta. Il motivo: l’avviso di convocazione giunto in ritardo. Chi rompe la serenità è, come al solito, il battagliero Antonio Gengaro. Parte da lontano per affondare la lama. “Credo che sulla vicenda antenna ci sia un abbassamento della guardia da parte dell’amministrazione … dobbiamo fare un regolamento nel quale si stabilisca una volta per tutte dove localizzare questo tipo di impianti”. Soft all’inizio, esplosivo alla fine. E’ l’unico che, dalle fila della minoranza, mette il dito nella piaga: si chiama crisi al Comune. Al sindaco Pino Galasso, il compito più scomodo: rispondere con tono agli affondi del ‘super Gengaro’. “Sindaco, dove sono gli assessori diessini? Lei è in Consiglio con una Giunta dimezzata. Abbiamo il diritto di sapere cosa sta succedendo. Mi sarei aspettato, almeno all’inizio, qualche parola in merito alla crisi. (…) Dovrebbe essere il dominus assoluto della città. Spero che lei sappia esercitare il suo ruolo”. I dubbi vengono esplicitati. “Il sindaco, a furia di inaugurare le grandi opere, finirà per avere i crampi alle dita. Lei, caro sindaco, passerà alla storia per questo. Almeno abbia il coraggio di dire chi le ha portate avanti finora”. E, ancora, l’interrogativo che pesa, humus della bagarre che vede coinvolti diesse e resto della ‘ciurma’. Prendendo a prestito il titolo di una canzone, riapre la ferita: “Ma siete fuori dal tunnel? Tecnici del calibro di Di Gianni dicono che il tunnel va a diminuire il traffico del 20 per cento. Che l’Unione Europea ha già stanziato i fondi. E, in tutto questo, si discute ma non si agisce? Perchè non vi decidete?”. In sintesi: “Siete incapaci di fare scelte impopolari”. “Fra l’altro – continua Gengaro – è cosa pazzesca fare il parcheggio e non il tunnel”. E, ancora: “Sul Mercatone i diesse sarebbero favorevoli a creare un parcheggio di 1400 posti auto e contrari invece ad un altro di 100 posti, perchè creerebbe problemi al traffico. Ma di cosa state parlando? Fatela finita”. Gengaro, in piena performance: “Se Pennetta e Petracca non sono persone per bene, e io non la penso così, perchè (si rivolge ai Ds, ndr) vi accomodate al tavolo? Su cosa misurate la moralità?”. E, per finire: “Non credo che in questa Giunta non ci siano persone per bene. Forse incapaci di amministrare la città”. E’ la volta del consigliere diesse Sergio Barbaro che, sentitosi chiamato in causa, risponde a tono. Anche se, ad onor del vero, sembra non convincere. “Il nostro atteggiamento è stato un richiamo all’attenzione morale, che non significa dubitare dell’etica di singoli assessori e consiglieri. I toni si fanno incandescenti. De Fazio e Gengaro, contro Vetrano, invitano il presidente del Consiglio a togliere la parola all’esponente della Quercia. E, poi, la grade ‘prova’: il sindaco Pino Galasso riesce ad uscire dall’iniziale ‘imbarazzo’. Risponde, punto per punto, alle interrogazioni: “L’assenza dei tre assessori mi è stata chiesta per avere un momento di incontro. Questo non vuol dire che ci sia una ingovernabilità da parte del sindaco. Per quanto riguarda la moralità, garantisco per ogni singolo componente della Giunta … Il mese prossimo andrò ad inaugurare opere anche ereditate. Ma le abbiamo comunque inaugurate”. D’altro canto, “Abbiamo ereditato anche cose negative: perchè solo dopo 25 anni sono stati smantellati i prefabbricati di Campetto Santa Rita, una vera e propria bomba ecologica? … Abbiamo ereditato 80 alloggi devastati … Si è parlato di eco-ambiente. Questa è la prima amministrazione che ha sollevato la questione e non solo: stiamo cercando soluzioni e le troveremo. Sulle antenne faremo il nostro dovere”. Sul tunnel invece: “E’ stato effettuato uno studio, ma è anche vero che prima di sventrare la città è giusto valutare altre soluzioni. Credo anche che questa amministrazione verrà in Consiglio a presentare il piano con la moralità e la correttezza che la contraddistinguono. E sono sicuro che anche in quella occasione ci saranno prevaricazioni”. Insomma, più di così… (Teresa Lombardo)


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