Avellino – Cdr a singhiozzo, Caso: “L’emergenza resta”

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Avellino – Alterne vicende per l’impianto di Pianodardine. E a quanto pare sarà questo l’andamento almeno fino a quando non subentrerà la differenziata ad alleggerire il peso del conferimento. Nella prima mattina di oggi, la nota dell’Asa aveva annunciato il blocco, per l’impossibilità di utilizzo dei mezzi rimasti in attesa del conferimento, del Cdr. Dalle 12.15 l’impianto ha poi riaperto le porte e ripreso le attività. Sono state stabilite le priorità dei conferimenti, consentendo lo scarico per i mezzi di Avellino città. A seguire quelli impegnati nelle raccolte dei comuni della provincia. Meta dei rifiuti irpini, il comune di Serre, che avrebbe aperto solo per Avellino e provincia. Ma la notizia della riapertura del Cdr nel suo complesso è suscettibile a variazioni. Come si alleggerisce la pressione dell’impianto, viene infatti portato altro rifiuto fin quando il Cdr non si satura nuovamente. Dal canto suo Serre andrebbe a rilento. Dunque, per il sindacalista della Cisl Michele Caso, “l’emergenza resta”. “Terzigno non parte; Serre è poca cosa; Ariano è chiusa”. Insomma, fino a quando mancheranno gli elementi essenziali per avviare il ciclo che si chiude con il termovalorizzatore, e vale a dire discariche in primis e differenziata, per Caso è difficile che si ripristini un equilibrio. “Occorrono discariche sufficienti per ricevere fos e sovvalli, altrimenti staremo sempre in questo stato”. Sulla differenziata nel capoluogo: “Aiuta e come. Gli accordi sono stati sottoscritti ma è difficile che il dispositivo di raccolta possa partire a settembre”, conclude Caso. (a. m.)

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