Scandalo scommesse, l’Avellino alza la voce: “Ricostruzioni frutto di fantasia”

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L’Avellino sbatte i pugni sul tavolo dell’inchiesta sul calcioscommesse. E lo fa con fermezza per parare l’onda d’urto della macchina del fango che i dirigenti del sodalizio di Piazza Libertà non hanno gradito nelle ultime ore.

“L’U.S. Avellino – si legge nella nota del club biancoverde – in riferimento alle notizie apparse nelle ultime ore su alcuni organi di informazione, relativamente alla vicenda oggetto di indagini da parte della Dda di Napoli, intende respingere ogni tentativo di destabilizzazione basato su illazioni destituite di ogni fondamento. Questa società – che si riserva il diritto di adire le vie legali nei confronti di chiunque riporti circostanze e notizie non veritiere – non consente nella maniera più assoluta di tirare in ballo la correttezza e la professionalità dei propri calciatori, mettendo in discussione l’integrità morale di atleti, attuali tesserati dell’Avellino, non indagati ma soprattutto mai coinvolti nelle indagini se non attraverso fantasiose ricostruzioni mediatiche”.

Poche righe ma incisive da parte dell’Avellino, che già nella giornata di ieri attraverso il presidente Walter Taccone aveva fatto sapere di ritenersi parte lesa in un’inchiesta nella quale ufficialmente gli inquirenti non hanno contestato alcuna condotta al club o a persone a esso legate.

Per quel che riguarda alcuni calciatori di allora, maggio 2014 (mese in cui si disputarono le gare combinate secondo l’accusa Modena-Avellino e Avellino-Reggina), ai quali si riferisce la nota, è stato il boss pentito Antonio Accurso a tirarli in ballo con rivelazioni choc che l’Avellino ha inteso respingere categoricamente.

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