Avellino, D’Agostino studia il rilancio: tanti costi e pochi benefici

Avellino, D’Agostino studia il rilancio: tanti costi e pochi benefici

21 Aprile 2020

di Claudio De Vito. Nella più totale incertezza sul destino della Serie C, in casa Avellino si prova a gettare le basi per il futuro con i conti ben in vista. Il Gruppo D’Agostino rappresenta sì una garanzia di solidità finanziaria per il club biancoverde, ma è altrettanto vero che il Coronavirus ha frenato ogni tipo di introito paralizzando per il momento ogni ambizione. Ad Avellino come nelle altre realtà della Lega Pro e non.

Angelo D’Agostino investirà sull’U.S. Avellino, ma l’emergenza sanitaria tuttora in corso imporrà di farlo con raziocinio e a maggior ragione senza spese folli. Intanto la società ha avviato l’opera di messa in sicurezza giuridica con la redazione del Codice etico e del Modello di organizzazione, gestione e controllo. Servirà poi dotarsi di un assetto dirigenziale e organizzativo, nonché adeguarsi a quelle che saranno le misure sanitarie finalizzate alla prevenzione del contagio da Covid-19. Magari non quelle previste dall’attuale protocollo medico Figc, ma almeno un minimo di prevenzione sarà richiesta a tempo debito per la ripresa.

Il che si traduce in un aggravio di costi sulla gestione già penalizzata dall’inevitabile frenata dei vari sponsor pronti a dare il loro contributo e che, una volta tornata la normalità, dovrà tenere conto degli adempimenti fiscali e contributivi oggi congelati. A questi andranno aggiunti i canoni arretrati per l’utilizzo dello stadio Partenio-Lombardi. E ancora l’ultima rata Sidigas di 75mila euro di importo, salvo un ridimensionamento dovuto a debiti ereditati dalle passate gestioni come accaduto già per le precedenti tranche di pagamento.

Un quadro aggravato dall’impossibilità di lanciare una campagna abbonamenti e di poter contare sugli incassi della singola partita in virtù dell’assenza di pubblico sugli spalti fino alla prossima primavera: un vero peccato con l’entusiasmo ritrovato. In compenso, si attende il decreto “Cura Italia 2” per la cassa integrazione in deroga che alleggerirebbe non poco il monte ingaggi dei tesserati dai due ai quattro mesi. Interessando gli atleti che percepiscono fino a 50mila euro lordi l’anno, infatti, il beneficio verrebbe applicato alla stragrande maggioranza della rosa biancoverde.

In quest’ottica di sacrificio, il rilancio immediato dei programmi da parte della nuova proprietà non è cosa affatto semplice. Difficile infatti assistere ad una rivoluzione tecnica che solitamente chi subentra porta in dote. Ecco allora che Ezio Capuano, ingaggiato da Sidigas e blindato da Luigi Izzo con il prolungamento del contratto fino a giugno dell’anno prossimo, intravede la riconferma prendendo sempre più quota rispetto all’idea di un allenatore emergente. Lo stesso discorso potrebbe valere per Salvatore Di Somma, ad oggi non contrattualizzato nelle vesti di direttore sportivo. Entrambi rimarrebbero a furor di popolo. E di cassa, che sul mercato risentirà anche del deprezzamento del patrimonio Parisi.