Braglia l’uomo della svolta tecnica: l’Avellino di D’Agostino prende forma

Braglia l’uomo della svolta tecnica: l’Avellino di D’Agostino prende forma

13 Luglio 2020

di Claudio De Vito. Ormai restano davvero pochi dubbi: salvo clamorosi ribaltoni dell’ultimo momento, Piero Braglia sarà il nuovo allenatore dell’Avellino. E ciò nonostante il muro di gomma mediatico del tecnico toscano che continua a smentire una trattativa oramai agli sgoccioli.

Melina pura perché in realtà l’ex trainer del Cosenza è atteso in città ad horas e sono emersi anche i dettagli dell’accordo che sarebbe stato impostato su base annuale con opzione in base gli obiettivi raggiunti e con un premio in caso di promozione in Serie B. Inoltre avrebbe preso forma anche parte dello staff tecnico con l’ex centrocampista biancoverde Domenico De Simone vice (protagonista da calciatore nel Catanzaro 2003/2004 e nel Pisa 2006/2007 che centrarono la B proprio con Braglia in panchina) e l’attuale allenatore dei portieri Angelo Pagotto che verrebbe confermato. Resterebbe da sciogliere il nodo relativo al preparatore atletico ed eventualmente al collaboratore tecnico, figura quest’ultima interpretata attualmente da Daniele Cinelli.

Quanto basta per comprendere che Piero Braglia non ha avanzato pretese sulla composizione del suo staff, né tantomeno sulla rosa da allestire che rispetterà i principi enunciati da patron Angelo D’Agostino in relazione ai giovani, capaci di far monetizzare il club attraverso le valorizzazioni dei prestiti da categoria superiore ed il minutaggio. Parametri che, per rendere l’idea degli introiti, lo scorso anno alla Cavese hanno fruttato circa 700mila euro in una stagione tra l’altro monca.

Non sarà ovviamente un Avellino baby perché il direttore sportivo Salvatore Di Somma andrà alla ricerca di profili esperti in grado di impreziosire l’organico su indicazione proprio dell’allenatore. Un’intesa, quella tra ds e tecnico, che affonda le radici nella terza di quattro promozioni in B di Piero Braglia conquistata a Castellammare di Stabia nella stagione 2010/2011. Era la Juve Stabia di Alessandro Fabbro e di Diego Albadoro, quest’ultimo in odore di permanenza in Irpina proprio alla luce della svolta tecnica che favorirebbe anche Vedran Celjak, allenato ad Alessandria da Piero Braglia.

Il croato ha lo stesso agente di Alessandro Di Paolantonio, per il quale si sono aperti spiragli dopo l’attrito registrato in sede di trattativa per il rinnovo ad hoc per i playoff e qualche turbolenza di troppo nell’ultima fase dell’era Capuano. Mezza Serie B è sulle sue tracce ma l’ex Teramo potrebbe vacillare dinanzi ad un pluriennale a cifre considerevoli e con un’investitura da leader, addirittura da capitano, in una formazione finalmente in grado di lanciare l’assalto alla Serie B con uno specialista in panchina ed un gruppo competitivo alle sue dipendenze.

E’ pronto a spiccare il volo invece Fabiano Parisi per il quale il suo agente Mario Giuffredi sta prendendo in considerazione soltanto l’opzione del salto di categoria: con l’Empoli o con un club di A che poi manderebbe il cursore serinese in prestito in cadetteria. Dovrà farsene una ragione Piero Braglia desideroso di aggiungere un’altra perla alla propria serie di promozioni. Una scelta che fa rima con l’hashtag “esperienza” lanciato dal club nella giornata di ieri.