Avellino – Blitz antiassenteismo Comune, si ribellano i dipendenti

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“Dopo le tanto ambiziose quanto infauste dimissioni del sindaco Galasso ed un commissariamento che forse passerà alla storia per l’ordinanza sulle catene (quelle da neve), un anatema di sventura sembra essersi abbattuto sul Comune di Avellino. Non bastavano i venti di crisi che starebbero portando l’Ente verso un possibile dissesto; a complicare la vita dei circa 400 dipendenti e ad avvelenare ulteriormente il clima, e rendere ancora più difficile la loro situazione lavorativa, ci ha pensato il blitz antiassenteismo. Certo, a pescare nel sacco così alla rinfusa, si sa, qualcosa in mano sempre ti resta; ma, è lecito domandarsi se è di questo che i cittadini ed il personale di un’Amministrazione che non gode proprio di ottima salute hanno veramente bisogno. In un momento come questo, in cui andrebbero ricercate le responsabilità di chi ci ha guidato verso una situazione finanziaria così complicata, e perseguite le colpe di coloro che ci hanno portato sull’orlo di uno spaventoso baratro, si rivolge l’attenzione sulle problematiche spurie che ogni Ente pubblico affronta e risolve al proprio interno, quotidianamente, con gli organismi preposti e secondo le regole contrattuali. Non ci sembra il caso di commentare il dispiegamento di forze impiegate e la ribalta mediatica di tutta l’operazione, vorremmo, però, che qualcuno ci spiegasse la vera natura del blitz, atteso che, non ci è dato sapere se esso sia scaturito o meno da un’ordinaria attività di prevenzione che dovrebbe, in questo caso, essere rivolta verso tutti gli Enti. Già per il passato il Comune di Avellino ha subito controlli di questo tipo, che hanno sempre avuto, come in questo caso, esiti negativi; tuttavia, non ci risulta che altre analoghe operazioni siano state rivolte in tutti questi anni, salvo qualche caso e mai con lo stesso clamore, nei confronti del personale di altre Amministrazioni. Non possiamo che imputare questa disparità di trattamento, al fatto che i dipendenti di un Ente Locale sono costretti a confrontarsi ogni giorno con la dura realtà del territorio, e che, spesso, da più parti, si mettono in giro voci infamanti sempre dettate da rabbia, rancore o acredine accumulata davanti all’avversità di un diniego o all’impossibilità di riuscire ad ottenere un insperabile esito favorevole su una qualsiasi pratica trattata”. La nota è a firma della R.S.U. C.S.A. Paolo Sarno e Gerardo Canarino.

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