Avellino – Giorni importanti e ritmi febbrili per il destino di due importanti enti preposti allo sviluppo dei servizi nella provincia di Avellino: Consorzio Asi e Ato Calore Irpino. Entrambi, nelle assemblee convocate rispettivamente questa mattina e ieri, hanno fatto registrare un nulla di fatto. Ma domani nulla potrà più esser rimandato.
Per quanto riguarda l’Area di sviluppo industriale, venti sindaci in quota Pd avevano avanzato richiesta di convocazione del Consiglio generale allo scopo di ‘spodestare’ il presidente Pietro Foglia attraverso una mozione di sfiducia i cui preamboli si sono avuti con le dimissioni di Gerardo Adiglietti, Luigi Famiglietti e Modestino Verrengia. E mentre i democratici erano in attesa della sentenza del Tribunale per la convocazione d’ufficio – con l’intenzione di intavolare una discussione per la revoca del presidente e del direttivo con la conseguente ricomposizione con nuovi amministratori – è stato lo stesso Foglia a convocare l’organismo.
I soci già da tempo avevano manifestato senza remore la propria disapprovazione rispetto alla linea segnata dall’Asi su modi e tempi di gestione delle attività per lo sviluppo dell’Irpinia. Il cambio al vertice, inoltre, sarebbe anche una verifica politica.
Foglia, dal canto suo, ha sostenuto che sarà necessario aspettare fino a giugno per qualsiasi decisione in seno al Consiglio di amministrazione.
Fatto sta che, nei fatti, l’Asi resta paralizzato con ripercussioni negative su tutto il territorio.
A dispetto di tutto, però, all’ordine del giorno dell’adunanza nessuna verifica ma la surroga dei tre dimissionari.
Seconda convocazione anche per l’Ato. L’ente d’ambito di appresta ad eleggere il suo presidente, carica per cui il Pd ha proposto il nome del sindaco di Montefusco, Errico Bonito. L’arduo compito, risultato non raggiunto nelle scorse assemblee, è quello di ‘conquistare’ il quorum del 50,1 per cento per essere legittimato. Numeri solo sfiorati negli scorsi appuntamenti a causa di assenze e dissensi determinanti. Questa volta però sembra che l’accordo Pd e Udeur possa far raggiungere il risultato sperato. Altra novità, e non di poco rilievo per chi ricorda le polemiche degli anni scorsi, è che per la prima volta entrerebbe nel Cda anche il rappresentante del Comune di Ariano Irpino Vincenzo Caso, popolare che fa riferimento all’ex Ministro Ortensio Zecchino.
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