Avellino – An, Iandoli: “Basta con la politica del ristagno”

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Avellino – Torna settembre, maturano le idee. Delineare nuove attività e intavolare azioni guida per il futuro: imperativi categorici da cui non intende in alcun modo esimersi il presidente provinciale di Alleanza Nazionale Modestino Iandoli. Temi forti, quelli che An intende affrontare, inseriti da tempo nell’agenda politica e che attendono soltanto risposte improntate su una indiscutibile qualità che forse finora non ha reso caratterizzanti gli innumerevoli interventi messi in campo. Sviluppo, Sanità, Sicurezza, le tre ‘S’ da cui partire per rilanciare “una politica assopita” e per alcuni versi “stantia”. Ma le radici del futuro affondano in un recente passato e per guardare oltre occorre innanzitutto rimettere in discussione i capisaldi di un partito di destra che riflette sulla sua collocazione. “Il documento sottoscritto lo scorso 18 luglio – ha spiegato Iandoli – rappresenta una matura considerazione della collocazione di Alleanza Nazionale tra le fila del centrodestra. Una riflessione che va ripresa e che ha l’obbligo di portarci a momenti di nuovo impeto e maggiore condivisione”. Lo scopo appare preciso e tende chiaramente a riaffermare quell’identità a tratti soggiogata dai giochi mediatici di una coalizione eterogenea. “Il nostro obiettivo è quello di riaggregare la destra che c’è ma che si ferma alle porte di An concedendo poi il voto ad altri partiti senza la necessaria decisione e senza la dovuta determinazione. Interrogarsi su questo vuol dire offrire agli elettori nuove strade e slanci rinnovati e rinnovabili”. Insomma, An torna a parlare di partito e preferisce cancellare dal proprio dizionario il concetto di ‘corrente’ che finora ha in qualche aspetto limitato una capacità di pensiero propria e ben delineata. Un ritorno concreto all’identità individuale che possa radicarsi in maniera forte in un territorio in cui l’incertezza dilaga alimentata da una particolare strategia di fare e vivere la politica. Un quadro chiaro che mostra ripercussioni soprattutto a livello locale. I problemi di Avellino, infatti, conquistano un posto di rilievo nel piano delle priorità. Da qui l’affondo al tema caldo settembrino: l’edilizia scolastica. “Un vecchio problema che si acuisce e si dilegua a seconda del momento. Se la questione della messa in sicurezza vuole essere risolta bisogna partire dal basso, cioè dalla richiesta di fondi. Attivare e recuperare risorse nonché praticare una politica di priorità in cui l’edilizia scolastica assuma un ruolo di rilievo: questa la potenziale formula per superare l’emergenza”. Idee chiare, dunque, che lasciano presagire azioni forti contro il centrosinistra irpino, considerato senza perplessità “… qualcosa di evanescente. Una macchina elettorale che si muove alimentata da una borghesia apatica e restia nello schierarsi apertamente. Il voto irpino non è un voto al centrosinistra ma alla Margherita i cui rappresentanti sono ancora convinti di avere cose da dire e politica da scrivere. Proprio questa forse è la causa della forma di stagnazione che si respira sul nostro territorio: quella logica politico-assistenziale che ha fatto prevalere la rendita sul lavoro, il privilegio sul diritto, la prerogativa sull’obbligo. Un ‘modus pensandi’ che mostra i limiti strutturali di una politica in fase di ristagno”. (di Manuela Di Pietro)

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