Avella – “Sono convinto che le istituzioni abbiano il dovere non solo di adoperarsi con atti concreti per combattere il fenomeno criminoso, ma anche di spendersi per dare una testimonianza visiva, tangibile, solidale, direi per certi versi semplicemente umana, ogniqualvolta si verificano episodi spiacevoli come quello subito dal sindaco di Avella, Domenico Biancardi”. Lo ha detto il capogruppo di Noi Sud nel Consiglio regionale della Campania, Sergio Nappi, intervenendo ad Avella in provincia si Avellino nel corso della seduta della Commissione d’Inchiesta Anticamorra convocata dal Presidente Gianfranco Valiante. “Chi è chiamato a rappresentare il Popolo nelle istituzioni,- per il capogruppo di Noi Sud – a vario livello, ha certamente il dovere di combattere strenuamente ogni forma di infiltrazione camorristica, ogni prevaricazione che le cosche attuano contro amministratori che con fatica mantengono la barra dritta, nonostante le enormi pressioni che quotidianamente queste esercitano su di loro. Il ruolo dell’amministratore locale ha assunto, dunque, una dimensione di grande difficoltà tipica di chi deve assolvere ad un duplice ruolo: quello di chi deve amministrare con solerzia ed efficienza e quello di chi ha il dovere di vigilare affinché le gestione dei finanziamenti pubblici non sia contaminata da chi punta ad approfittarne e per farlo è disposto ad usare la forza, la violenza e la minaccia”.
“Il problema della criminalità – ha spiegato il consigliere regionale – è innanzitutto un problema culturale che deve essere affrontato attuando e promuovendo un sovvertimento nel nostro modo di vivere, dai piccoli gesti quotidiani che compiamo, agli atti anche più insignificanti che come amministratori poniamo in essere. Non possiamo più immaginare che la criminalità organizzata si combatta unicamente con la repressione, che sappiamo bene è demandata alle Forze dell’ordine e alla Magistratura; e tantomeno possiamo immaginare che il nostro compito si esaurisca con il varo di nuove e sempre più efficaci normative contro ogni forma di criminalità e contro ogni tipo di infiltrazione malavitosa: abbiamo, invece, anche e sopratutto il dovere di promuovere una cultura della legalità. E noi eletti abbiamo l’obbligo di essere testimoni di questo nuovo modo di pensare e di agire; l’obbligo di farci promotori di un nuovo modo di formare e selezionare la classe dirigente del nostro Paese”. “Ovunque ci siano dei giovani vogliosi di occuparsi della gestione del bene pubblico, – ha concluso Nappi – abbiamo il dovere di inculcare un senso della legalità in modo che diventi caratteristica fondamentale nella vita di ognuno e nella vita amministrativa delle nostre realtà”.
