Regione – I capigruppo di Alleanza Nazionale, Francesco D’Ercole e di Forza Italia, Cosimo Sibilia, hanno rivolto all’assessore alle Attività Produttive della Regione Campania, Andrea Cozzolino, una interrogazione. Questo il testo:
Premesso
Che l’art. 2, comma 203 della legge 23.12.96, n. 662, ha disciplinato il “contratto d’area”, quale strumento operativo concordato tra le parti sociali e le pubbliche amministrazioni, finalizzato allo sviluppo, tra le altre, delle aree industrializzate del Cratere, ex art. 32, legge 219/81;
che il regime di aiuto contenuto nella norma di cui sopra è stato regolarmente notificato alla Commissione Europea, che ne ha preso atto, approvandolo;
Che il CIPE, con delibera n. 120 del 2.11.2000, conferiva alle amministrazioni regionali la facoltà di incrementare con proprie risorse il finanziamento dei contratti d’area;
che nel maggio 1999, la società consortile ASSE, emanò un bando per l’adesione al contratto d’area della provincia di Avellino, destinato alle aree disastrate dal terremoto;
che a tale bando aderirono 152 aziende, delle quali, all’esito dell’istruttoria, ne risultarono finanziabili 72;
che la regione Campania, con propria legge 11.8.2001, n. 10, ha integrato i finanziamenti statali del contratto d’area, assegnando nuovi fondi per scorrere la graduatoria dei progetti finanziabili;
che, dopo anni di travaglio burocratico, nel corso dei quali alcuni imprenditori ammessi al finanziamento hanno fatto gli investimenti progettati, anticipando anche la parte coperta dal contributo, la regione Campania ha ritenuto di dover rinotificare alla Commissione Europea la norma regionale con la quale venivano integrati i fondi del contratto d’area;
che tale ulteriore notifica appare mostruosamente strumentale, stante l’assoluta inutilità a seguito delle notifiche tempestivamente eseguite dal governo centrale al momento dell’emanazione della disciplina dei contratti d’area;
che la predetta notifica determina un ulteriore inammissibile ritardo nella erogazione dei finanziamenti dovuti agli imprenditori che hanno investito e di quelli che attendono di insediarsi;
che, peraltro, il grave ritardo (il bando è del 1999, siamo a metà 2007 con la procedura ancora in alto mare!) determina l’obsolescenza dei progetti, con conseguente possibile rinuncia da parte degli investitori;
Chiedono di conoscere
quali motivazioni hanno indotto la regione Campania a notificare alla Commissione Europea la legge regionale 10/2001 e perché tale notifica sia stata eseguita con tanti anni di ritardo;
se non sia il caso di rivedere la decisione di procedere alla notifica di una norma già cognita ed approvata dalla Commissione Europea;
se i finanziamenti disposti con la legge regionale 10/2001 per i contratti d’area siano tutt’ora nella disponibilità del bilancio regionale.
