Ato, le dure accuse di Rossano contro le ‘assemblee militari’

26 Settembre 2005

Il dirigente di Forza Italia nonché già Commissario Ato, Claudio Rossano torna alla ribalta. Il suo intervento comincia così: “Il mancato svolgimento dell’Assemblea dell’ATO, alla quale erano assenti quasi tutti i Sindaci del centro sinistra, è la riprova che vi è una sapiente regia politica che volutamente ostacola il dovuto riordino del ciclo integrato delle acque previsto dalla legge Galli. E la voluta paralisi dell’ATO favorisce di fatto gli attuali gestori e tra questi principalmente la società Alto Calore servizi spa che, in mancanza della prevista gara per l’individuazione del gestore unico, continua a propinare agli utenti irpini le sue tariffe, tra le più alte della Campania. Giustamente l’on. Mazzoni ha rimarcato il fatto che i Sindaci del centro sinistra si sono voluti sottrarre ad un adempimento dovuto, in attuazione di una sentenza del TAR Campania, che ha dichiarato illegittima l’elezione di due membri del consiglio di Amministrazione dell’ATO. Anche l’elezione del Presidente dell’Assemblea dell’ATO, il prof. Mario Pepe, noto esponente della Margherita beneventana avvenne con modalità non consentite dallo Statuto. Sul nome del prof. Pepe confluirono voti di poco superiori al 49% e quindi – anche se per poco – non venne raggiunto il 50% delle quote assembleari. Quella anomala assemblea si svolse in un irreale clima “militare” con registrazione di presenze e soprattutto con solleciti telefonici agli assenti. In questa opera si distingueva un delegato di un comune dell’Alta Irpinia, alto esponente della Margherita irpina, noto consulente della società Alto Calore Servizi spa. Su tali gravissimi fatti purtroppo nessuno indaga. Ma in tale vicenda dell’ATO Calore Irpino, sin dalla sua nascita, sono stati chiarissimi i segnali di quella che il Sindaco di Benevento d’Alessandro ha giustamente definito “logica dell’accaparramento”. Come non ricordare i continui inviti rivolti dall’allora Consorzio Alto Calore a tutti i comuni irpini e sanniti a non approvare lo statuto dell’ATO? All’epoca tale consorzio predispose addirittura una delibera tipo di “non approvazione” che fu integralmente fatta propria da numerosi comuni irpini e sanniti, di cui uno retto addirittura da un commissario prefettizio. E come non ricordare che tra i Sindaci e consiglieri che decidevano di non approvare lo Statuto vi erano numerosi dipendenti di quel Consorzio? Su tali gravissimi fatti vi fu anche una interrogazione del Senatore Novi di Forza Italia, ma tutto fu messo nel dimenticatoio in cui giacciono molte inchieste nella nostra provincia irpina. Parimenti nel dimenticatoio sono state poste le interrogazioni parlamentari degli onorevoli di Rifondazione Comunista Sodano e Russo Spena relative alla costituzione delle due società per azioni in cui si è scisso il vecchio Consorzio Alto Calore. Ma le inchieste che riguardano noti esponenti politici, iniziate da lungo tempo, devono necessariamente essere approfondite e perciò i tempi di conclusione delle stesse saranno certamente lunghissimi, forse troppo lunghi perché trionfi la vera Giustizia. Ed è pertanto chiaro il tentativo dei principali partiti del centro sinistra irpino e sannita di tener fuori dal C.d.A. dell’ATO qualsiasi elemento che possa operare un minimo di controllo sugli atti posti o da porre in essere. Ed è per questo motivo che si tenta di ostacolare in ogni modo l’elezione del Sindaco di Ariano dr. Gambacorta, che con coraggio si è schierato contro i poteri forti d’Irpinia ricorrendo alla giustizia amministrativa per impedire una proditoria occupazione di Enti e poltrone”.


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