Ato: il Consiglio di Stato dà ragione a Giuditta

27 Settembre 2005

Avellino – Ato: il Consiglio di Stato dà ragione ai ricorrenti Gerardo Bilotta, Alfonso Merola. Torna in carica a pieno diritto il Cda del Victor Hugo. Una storia durata mesi ma poi a lieto ‘fine’, a seconda dei punti di vista ovviamente, anche e soprattutto – oseremo dire – per il presidente dell’Ente D’Ambito: il verdetto pesava come una spada di Damocle. Ebbene sì. Nonostante la tranquillità che ha mostrato da sempre Pasquale Giuditta, la sentenza del Tar Campania – che aveva dato ragione all’amministrazione Gambacorta – rappresentava davvero una ‘minaccia’.
Riassumiamo in sintesi la vicenda:

GIUGNO 2005 –
Il Comune di Ariano Irpino l’8 giugno 2005, chiede alla I sezione del Tar Campania, la sospensiva della delibera di elezione dei componenti del Consiglio di Amministrazione dell’Ato Calore Irpino. Motivo: l’assemblea del 9 maggio scorso ha escluso il Tricolle dalla rappresentanza nel Cda pur essendo l’unico comune superiore a 20 mila abitanti presente nel territorio dell’Ato Calore Irpino, oltre ai comuni di Avellino e Benevento già presenti con membri di diritto.

LUGLIO 2005 – IL TAR DA’ RAGIONE ALL’AMMINISTRAZIONE GAMBACORTA

Con la sentenza del Tribunale Amministrativo decadono Gerardo Bilotta e Alfonso Merola, componenti del Cda dell’Ente del Victor Hugo ‘non rappresentativi del Tricolle’, che avevano garantito, tra l’altro, la designazione del presidente Pasquale Giuditta, eletto con quattro voti due dei quali appartenenti proprio agli esponenti in questione.
Da più parti le interpretazioni anche in casa Gambacorta: “A questo punto, appare illegittima anche la designazione del vertice dell’Ato”. Dall’altra la ‘serenità’ per una vicenda che si era già riproposta nel luglio del 2001 con l’ex vertice Ato Calore Irpino Lello De Stefano: la spuntò contro Domenico Covotta.
E poi il ricorso al Consiglio di Stato….

27 SETTEMBRE 2005: IL VERDETTO

Ora non resta che ammettere la ‘sconfitta’ o giocare qualche altro asso nella manica: appellarsi alla sentenza di merito. Ma fino a che punto? Certo è che il compito di Pasquale Giuditta rimane assai delicato: si tratterà di tener a bada ‘l’insurrezione’ della componente beneventana che continua a rivendicare la propria autonomia e una maggiore collegialità nelle scelte decisionali. A torto o a ragione. (di Teresa Lombardo)


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