Aste Ok, nuove chat e la tesi della difesa smontata dalle indagini della Gdf

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AVELLINO- Ancora un’udienza segnata dal procedimento parallelo per falsa testimonianza, calunnia e corruzione in atti giudiziari nel processo davanti al Tribunale Collegiale di Avellino denominato Aste Ok. L’inchiesta dell’Antimafia entrata nel processo con l’esame del capitano Andrea Zuppetti del Nucleo Pef di Napoli, che da mesi ha lavorato con i suoi uomini a far emergere come le accuse ai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Avellino fossero state suggerite ai testimoni Caterina e Ciriaco De Nardo dell’imputato Gianluca Formisano. Anche nell’udienza di oggi l’ufficiale delle Fiamme Gialle ha fornito nuovi elementi relativi anche alla presunta lettura alternativa alle “promesse’ di cui si fa riferimento nei costanti contatti tra De Nardo e Formisano, ovvero quella riferita ai costi dello smaltimento di rifiuti della precedente conceria. La triangolazione delle fatture della società Arca di Noe’ ha fatto emergere che invece al luglio 2021 quelle fatture e i costi dello smaltimento erano stati già sostenuti dalla stessa Arca di Noe’ (fatture pagate nel gennaio 2020 ) per cui non si faceva certo riferimento a quel dato.

L’AVVOCATO BOTTI: VIOLATO IL DIRITTO DI DIFESA, RINUNCIAMO AL CONTROESAME

Durissimo quanto ha voluto lasciare agli atti del processo il penalista Claudio Botti, difensore di Antonio Barone, che si e’ detto “Sconcertato per molti aspetti. Il capitano Zuppetti doveva essere escusso per questi accrtamento specifico legato alla geolocalizzazione, poi e’ subentrato l’ accertamento incidentale. Dopo di che ci si rende conto di quello che e’ l’accertamento su subornazione, minaccia o corruzione testi, il pm ha voluto fare un’ indagine sui fatti di questi processo. Tranne il rispetto che non è stato garantito dal diritto di difesa dal modus operandi del pm esiste una sistematica violazione dell’ articolo 103, visto che sulla base di intercettazioni che riferiscono il contenuto di un colloquio con il difensore, il pm delega delle indagini, significa che è violato sostanzialmente il diritto di difesa. Non intendo procedere al controesame”.

ZUPPETTI SMONTA LA DIFESA: LE FATTURE ERANO STATE GIA’ PAGATE

All’esame non ha rinunciato però il pm antimafia Henry Jhon Woodcock, che ha voluto concentrare la prima parte su una questione posta dalla difesa di Formisano, quella per cui i contatti tra De Nardo e i riferimenti a quanto pattuito non fossero riferiti ad un patto corruttivo per cambiare versione davanti ai giudici nel settembre del 2022, ma per i costi in più che Ciriaco De Nardo avrebbe dovuto sostenere a causa di una ingente quantità di rifiuti da smaltire della precedente conceria. Una tesi che le indagini delegate dal pm antimafia ai militari del Nucleo Pef della Guardia di Finanza di Napoli hanno smentito. Perché l’ Arca di Noe’, la società di Barone e Formisano, aveva già smaltito quei rifiuti spendendo nel gennaio del 2020 circa 18 mila euro. A cosa si riferiscono dunque quelle somme che sarebbero state versate nel 2021 dai De Nardo per un generico trasporto e smaltimento di rifiuti? Questo come ha anticipato lo stesso Woodcock e’ al vaglio ancora delle indagini, per cui esiste anche il sospetto accennato solo in aula che sia una dissimulazione. In aula sono state depositate 5 fatture ed una mail del 27 maggio 2019 fosse legata alla restituzione di somme che la famiglia de Nardo aveva già anticipato per lo smaltimento di rifiuti .sino stati svolti una serie di accertamenti relativi alla conversazioni contenute nelle chat e di atti dell’indagine Aste Ok.
Nel corso delle indagini abbiamo ritenuto che si trattasse di smaltimenti diversi. Il cui rilievo dalla società che se ne è occupata è stato pagato dalla Arca di noe..abbiano riscontrato una mail del 5 maggio 2019 una informativa in materia di privacy anche l’ offerta economica del 31 marzo 2019.. preventivo diverso da quello del 5 giugno 2020 alla societa’ dei De Nardo”. In buona sostanza le tre fatture di gennaio 2020 richiamate nell’esame del capitano Zuppetti “diversamente da quelle successive riportano smaltimento relativi a Lettieri Alberto. Abbiamo fatto anche indagini di carattere bancari. Tutti assegni del giugno 2020, già in un epoca antecedente a quella che che dicono da ritenere tra il 30 giugno e il 25 luglio 2021
Quindi per gli investigatori non c’era nessuna questione aperta sui costi dello smaltimento dei rifiuti nei contatti tra Formisano e per suo conto le persone di sua stretta fiducia e i De Nardo, come ricostruito dalle chat ricordate in aula in cui si fa riferimento dopo il 30 giugno 2021 all’impegno preso.

LA VERSIONE DA FORNIRE: INTIMIDITI DAI CARABINIERI

Il 5 luglio 2022 una chat tra De Nardo Caterina e Formisano Gianluca: “Comunque ora, quando è venerdì che mi devo vedere con l’avvocato, parliamo anche di come sistemare questa situazione” il riferimento è alle dichiarazioni rese dalla stessa e dal padre il 18 aprile del 2022. Pochi minuti dopo gli invia una nuova nota audio: “Formisano ve lo hanno messo in bocca il capitano, quello pelato(sarebbe il luogotenente Francesco Giordano) e quegli altri due o tre che stanno sempre insieme a lui vi hanno intimidito e vi hanno minacciato e che siete andati il giorno dopo dal vostro avvocato ma ve l’ ha sconsigliato”. Ancora un messaggio di Formisano a De Nardo in cui dice: “al momento non diciamo nulla, vediamo un attimo anche l’avvocato come vuole risolvere questo problema e vediamo che dice”. Dopo questo monologo di Formisano la De Nardo diceva: “io direi, se fosse possibile, organizzare un incontro con il tuo avvocato”. Il riferimento al “tuo avvocato” ha fatto intervenire lo stesso Taormina che ci ha tenuto a puntualizzare: “io sono totalmente estraneo a queste cose, non ho mai visto De Nardo se non il 30 giugno (2021). Faccio questa precisazione perché già in precedenza si è fatto riferimento, io sono il professore, quando si fa riferimento ad un avvocato non sono io ma D’Archi….io ho visto una sola volta De Nardo il 30 giugno e spero che il pm si faccia carico di verificare chi è l’avvocato”. Per il capitano Zuppetti, sulla base della ricostruzione documentale delle chat e sulla cronologia dei messaggi in cui Formisano suggeriva le dichiarazioni da rendere davanti al Tribunale ai De Nardo, ha ipotizzato che: “i verbali del 30 giugno 2021, la data riportata sugli atti, oltre che riportare quanto suggerito da Formisano Gianluca recano una data incongrua rispetto alla cronologia della chat. Nel senso che Formisano Gianluca concordava le versioni che i due De Nardo avrebbero dovuto rendere, riferendo a Caterina quello che si sarebbe dovuto prima interfacciare con il legale in un momento largamente successivo alla data indicata nei verbali”. Ci sarebbero secondo la ricostruzione del capitano Zuppetti anche degli ulteriori elementi nella chat che vomvermerebbero come i verbali sono stati formati in una data diversa dal 30 giugno 2021. Il 21 luglio 2022 in una nuova chat la De Nardo Caterina scriveva: “che poi ieri sera il mio avvocato ci è rimasto male perché il tuo avvocato ha reso noto i verbali…” E Formisano rispondeva: “Per quanto riguarda il tuo avvocato, che si è amareggiato per chi sa che cosa, che ne’il tuo nome, né quello di tuo padre né del tuo avvocato e’ stato mai fatto nell’udienza”. Quando si fa riferimento a questa vicenda, emerge come ha spiegato lo stesso capitano Zuppetti come il riferimento all’avvocato non può essere quello a Nicola D’Archi, visto che lo stesso Formisano invia alla De Nardo un messaggio di D’Archi in cui sostanzialmente dice di non sapere nulla dei verbali.

FORMISANO: LETTURA PARZIALE DELLE CHAT, SCRISSI VI VEDETE, MA NON CON ME

Dopo l’esame del capitano Zuppetti ha chiesto di rendere dichiarazioni spontanee proprio lo stesso Gianluca Formisano, che in videoconferenza dal carcere ha spiegato di non essere mai evaso e di non aver incontrato i De Nardo il 30 giugno 2021, chiarendo pure che sia il professore Taormina al di fuori dell’incontro per redigere i verbali ai sensi del 391 bis (le indagini difensive) che l’avvocato Nicola D’Archi, a cui veniva fatto spesso riferimento in ragione della documentazione sulla procedura Lettieri, non avevano mai incontrato pero’ i De Nardo: “Vorrei precisare questo discorso- ha spiegato Formisano- s per cui in più di un messaggio viene citato come avvocato. Io confermo che il professore Taormina ha incontrato la prima ed unica volta i signori De Nardo Caterina e De Nardo Ciriaco il giorno 30 giugno 2021. La maggior parte dei riferimenti fatti erano relativi all’avvocato D’Archi, devo però precisare che l’avvocato D’Archi, che aveva la documentazione non si e’ mai incontrato con De Nardo Caterina. A precisazione di quanto ricostruito sulla base di ipotesi del capitano Zuppetti che io il 30 giugno sarei evaso da casa dove ero ristretto ai domiciliari, sono stato in Sala di Serino nell’appartamento sopra al ristorante, così come ho detto nel messaggio che il capitano Zuppetti ha letto solo parzialmente. Il messaggio recita: Caterina buongiorno io adesso ho finito a Napoli, ci stiamo dirigendo a Serino, logicamente senza di me, non con me, così spieghi all’avvocato Taormina cosa e’ successo”.

IN AULA IL 12 GENNAIO L’ESAME DI LIVIA FORTE

In aula si torna il 12 gennaio, quando il pm antimafia Henry Jhon Woodcock ha già annunciato di voler sentire come primo imputato da esaminare Livia Forte, che ha reso nel corso delle indagini delle dichiarazioni relative alla vicenda Aste.