Aste Ok, l’interesse dei Galdieri già emerso in un’ intercettazione a casa del boss

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L’interesse dei Galdieri per le aste era emerso gia’ in una intercettazione ambientale del novembre del 2018 nella casa del presunto capoclan Pasquale, detto o milord (che ricordiamo pero’ non e’ a processo per questo filone di indagine). E’ quello che ha ricordato in una nuova escussione “fiume” davanti al Tribunale collegiale di Avellino presieduto da Roberto Melone, il luogotenente che ha condotto le indagini relative al clan Partenio 2.0 e quelle di Aste Ok. Il sottufficiale ha risposto alle domande dell’esame del pm antimafia Henry Jhon Woodcock, che ha completato il suo esame nell’ udienza conclusa pochi minuti fa. “Ricordo anche un’ altra conversazione tra Pasquale Galdieri e Pagano Beniamino a casa di Galdieri, per cui bisognava fare andare deserta un’asta e che questa cosa Pagano l’ aveva saputa da un avvocato” racconta il luogotenente rispondendo alle domande del pm antimafia Henry Jhon Woodcock relativamente all’interesse dei Galdieri per il settore. Precisando che si trattava di una conversazione del 26 novembre 2018, quindi prima della data spartiacque indicata dopo la conversazione da cui ha preso il via l’indagine, quella del 19 dicembre del 2018, quando secondo Dda e Carabinieri viene affidato per la prima volta il mandato a Damiano Genovese di occuparsi dell’asta relativa a Sanseverino di Mugnano del Cardinale, che avrebbe versato soldi a Livia Forte. In questa intercettazione, come ricostruito dal sottufficiale dell’Arma, Pasquale Galdieri dice a Beniamino Pagano: ma quando ci sta l gara? E che uno solo deve partecipare?. Domanda a cui Pagano risponde: ci sta l’ 8 dicembre..E Pasquale Galdieri: vai a vedere questo..e Pagano risponde: si ma è andata deserta. Invece Maurizio ha preso diecimila euro”. Il pm antimafia chiede al luogotentente: abbiamo capito chi è Maurizio?: Non lo abbiamo identificato.

Come e’ noto, il periodo della conversazione tra Galdieri e Damiano Genovese, quello che viene definito dagli inquirenti “Il primo incarico” è a dicembre del 2018. Il luogotenente così chiarisce: Questa è del 26 novembre già si comincia a parlare di aste.

I GALDIERI INTERVENIVANO COSI’

Uno degli aspetti della vicenda Aste Ok che viene tratteggiato con attenzione nell’esame del luogotenente e’ proprio legato all’interesse e al ruolo dei Galdieri nella vicenda delle aste, che il luogotenente, passando al vaglio procedura per procedura nel suo lungo esame, tratteggia facendo riferimento alle intercettazioni telefoniche e ambientali e anche alla attività di osservazione compiute nell’ambito delle indagini. E’ il caso di un’ asta relativa ad alcuni beni in vendita ad Atripalda, quella dove proprio un militare del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Avellino nota la presenza di Carlo Dello Russo nei locali dove si aggiudica lo stesso bene all’asta: “Capiamo dalle intercettazioni che E.R e’ esecutato e che all’asta ci sono un immobile, un opificio e un terreno. Capiamo l’ interesse di Forte Livia. Riusciamo anche a ricostruire che nel corso dell’asta era presente Carlo Delllo Russo, inviato da Nicola Galdieri, inviato a scoraggiare eventuali altri partecipanti. Qualcosa non va e l’asta viene aggiudicata da un altro soggetto, tale M.S . Abbiamo la conversazione all’interno della Smart di Aprole Armando Pompeo e Livia Forte, relativamente al fatto che c’è stato questo equivoco. Aprile dice: loro devono dimostrare quello che dicono…e successivamente riferisce, esclamando: ti dobbiamo dare pure il 20 per cento. Abbiamo una conversazione del 20 febbraio in cui capiamo che quando c’erano problemi Galdieri non si presentava personalmente, ma mandava altri. Livia Forte dice : ” Ma Nicola non va lui, manda Carletto, Elpidio o quello con la faccia buttterata”. Abbiamo identificato tutti e tre, sono Dello Russo Carlo, Galluccio Elpidio e Bocciero Diego, tutti a processo anche per la partecipazione al clan Partenio. Anche in questa vicenda arriva un riferimento alle quote. Il dieci per cento di Forte Modestino. Da altre intercettazioni si evince che anche gli altri “soci” sapessero della quota del dieci per cento da versare a Forte Modestino.
In particolare la prima conversazione è una telematica del 10 giugno 2019. Anche in questo caso ai Galdieri andava una quota del 20% nel caso le procedure fossero appannaggio degli altri “soci” del 33% nel caso fossero loro”. E la conferma di questa quota arriva nella lunga ricostruzione del luogotenente da un’altra vicenda, quella relativa ad un’asta di Mercogliano. Per cui Aprile viene captato mentre fa riferimento ad una quota di 2500 euro da corrispondere a Nicola, si presume Galdieri, per un’asta dove avevano guadagnato 7500 euro. Quindi proprio il 33 per cento. Ancora un’asta per cui i Galdieri si erano interessati, come emerge sempre dalle intercettazioni, era quella relativa ad una loro amica, per cui è lo stesso Pasquale Galdieri, in una conversazione captata dai Carabinieri, a riferire al fratello: “tu la devi dire di non prendere niente, perché è amica nostra”. Infine la captazione ambientale dell’undici marzo 2019, quando si parlava tra Galdieri e Pagano di un mutuo per cui ci sarebbero stati dei guadagni con l’interesse di Armando (per gli inquirenti Armando Aprile)

LA TRACCIA DEGLI ASSEGNI

Come ha ricordato il luogotenente in aula, molte delle procedure esecutive finite nell’inchiesta sono state scoperte grazie alle perquisizioni, quella anche a carico di Armando Aprile, scattate nel giorno del blitz contro il Nuovo Clan Partenio, dopo di che sia dagli assegni ricevuti, sia dalla presentazione spontanea di numerosi esecutati, era venuta fuori tutta la vicenda delle aste. Per alcune però gli accertamenti sono stati eseguiti dai militari del Nucleo Pef della gdf di Napoli.

In aula e’ iniziato anche il controesame da parte del difensore di Aprile, il penalista Alberico Villani, che sarà completato nella prossima udienza del 9 giugno, quando inizierà anche il controesame da parte dell’avvocato Carlo Taormina.