Aste Ok, l’imputato Forte si aggrava Tensione e accuse in aula: vergogna

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AVELLINO- “Vergognatevi, maledetti, mio fratello lo portate sulla coscienza, una vergogna. Dobbiamo denunciare tutti, mio fratello deve stare solo senza il conforto della famiglia”.

Attimi di grande tensione nell’aula di Corte di Assise di Avellino dove si stava celebrando una delle udienze per il processo denominato Aste 0k.

Quando intorno alle sedici dal carcere di Catanzaro, dove e’ detenuto Modestino Forte, viene comunicato che il detenuto non e’ rientrato in penitenziario perché ricoverato, notizia a cui si è aggiunta quella di un ricovero in Terapia Intensiva, e’ scoppiata la protesta dei familiari presenti, in particolare di una di loro, che lamentando come da mesi il fratello avesse fatto richiesta di ricevere cure adeguate perché gravemente malato, ha invece ricevuto solo rigetti delle istanze ed è stato solo con l’intervento di Polizia e Carabinieri presenti per ordine pubblico all’interno dell’aula che è stata allontanata non senza difficoltà.

Tutto ripreso, come hanno spiegato a fine udienza gli stessi rappresentanti della Polizia Giudiziaria, da un agente della Polizia Scientifica della Questura di Avellino. Urla e accuse al Tribunale per lo stato di salute dell’imputato. Anche quando è apparso il presidente Roberto Melone, al cui indirizzo sono state rivolte le stesse accuse. La donna è stata accompagnata fuori dall’aula, dove alla fine dopo e’ andata via.

Sul posto sono giunti anche altri agenti della Volante e della Squadra Mobile di Avellino. Dopo la tensione in aula, il difensore di Forte Modestino, l’avvocato Roberto Saccomanno in videocollegamento dal carcere di Viterbo dove si trova la sua assistita Livia Forte ha rappresentato al Collegio la necessità, considerate le gravi condizioni del suo assistito e la evidente incompatibilità con il carcere di revocare la misura cautelare nei confronti dello stesso, chiedendo anche al pm antimafia Henry Jhon Woodcock di dare ad horas il parere.

Il pm che ha espresso il parere favorevole alla misura degli arresti domiciliari. Dopo una lunga camera di consiglio, il Tribunale, preso atto che si è improvvisamente verificato un peggioramento del Forte, che per le ragioni possa trovare accoglimento la misura degli arresti domiciliari. Alla fine dell’udienza sono stati ascoltati gli agenti di Polizia Giudiziaria presenti in aula per ricostruire quanto avvenuto nella corso dell’udienza.

La prossima udienza è prevista il 17 gennaio, quando sarà ascoltata ( l’esame era previsto oggi) Livia Forte.