Aste Ok, chiusa l’istruttoria dibattimentale. Il 3 aprile la requisitoria del pm Woodcock

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Il Pm antimafia Henry John Woodcock

Dopo 75 udienze il Collegio presieduto dal giudice Roberto Melone ha dichiarato chiusa l’istruttoria dibattimentale del processo denominato Aste Ok. Si apre così la fase delle discussioni che verosimilmente si dovrebbero chiudere entro aprile o maggio. L’ultima data indicata nel calendario del collegio è quella del 26 aprile, ma potrebbero esserci udienze anche a maggio. La requisitoria del pm antimafia Henry John Woodcock partirà il prossimo 3 aprile. In aula ci sono state le richieste di 507 (ammissione di nuove prove dalle parti) e le spontanee dichiarazioni di Armando Aprile. Tutte le richieste che riguardavano l’escussione di nuovi testimoni sono state rigettate dal Collegio. Accolte quelle del pm antimafia relative ad accertamenti patrimoniali su due società. Ammesse anche due richiese del difensore di Livia Forte, l’avvocato Roberto Saccomanno, acquisite sia una conversione registrata dalla Forte relativamente ad un altro soggetto che spacciandosi per lei e soprattutto le dichiarazioni rese davanti al Tribunale di Napoli il 19 dicembre 2023 dal vicequestore Elio Iannuzzi. Accolta anche una trascrizione chiesta dall’avvocato Rosaria Vietri, relativa ad una fonia.

APRILE: SU 47 ACQUISTI SOLO UNO RIVENDUTO AGLI ESECUTATI

“Solo uno su 47 appartamenti era occupato e rivenduto ad un esecutato”. E’ così che Armando Aprile, nelle sue dichiarazioni spontanee davanti al Tribunale di Avellino nell’odierna udienza del processo Aste Ok ha respinto una delle accuse su cui si fonda il processo, ovvero che il gruppo Forte-Aprile, facendo leva sui sopralluoghi prima dell’asta e della necessità degli esecutati di tornare nella disponibilità dei propri beni, avrebbero rivenduto agli esecutati. Aprile, in collegamento dal carcere di Vibo dove si trova detenuto ha snocciolato un lungo elenco di beni acquistati insieme alla società di Livia Forte, specificando quali fossero quelli occupati e soprattutto quelli che non lo erano: Abbiamo acquistato appartamento ad Atripalda non occupato, Mercogliano un immobile non occupato, Avellino due immobili non occupati, a Mercogliano un immobile non occupato, a Solofra tre immobili, due occupati uno solo no, Solofra Opificio lettieri, immobile sequestrato nemmeno il sopralluogo abbiamo eseguito. A Sperone non siamo andati a fare sopralluogo, millesimi Montoro, nessun sopralluogo, Barone e Formisano hanno acquisito un appartamento a Monteforte senza contatti con l’esecutato, per una problematica legata proprio alla stessa identificazione dello stesso. I fatti storici dimostrano come non c’era stata alcuna minaccia. Ad un esecutato comunico come evitare sopralluogo da parte di altri soggetti..Per un esecutato Ciccio, tento di far andare l asta deserta, senza alcun interesse, facendo scendere il prezzo dell’asta”. In particolare Aprile si è anche soffermato su quello che era il rapporto con i Galdieri.

SUBIVAMO I GALDIERI: NESSUN PATTO, ERANO ESTORSIONI

Aprile ha anche spiegato di essere stato “vittima di un’ ulteriore estorsione da parte dei Galdieri, il 50 per cento della vicenda di Nino a Mafia, ancora terrorizzati dalle richieste estorsive contestate quella di Nino a Mafia e di un’altra vicenda del Baianese.Dovevamo sottostare a tutti i suoi diktat (riferendosi a Nicola Galdieri). Io dico alla Forte: senti piccere’ non ci conviene rischiare. Il mio riferimento ad “accettare l’ accordo” era quello di dovere accettare l’imposizione del venti per cento su un’asta. I Galdieri pretendevano tutto per loro in riferimento ad un’asta di Mercogliano, noi non dovevamo prenderci nulla, così abbiamo evitato l ennesima imposizione . Eravamo succubi delle loro imposizioni, solo un mese prima a febbraio ci avevano imposto di non partecipare a tre aste”. Nelle intercettazioni ci tiene.riscontra la mia ennesima contrarietà nei confronti dei Galdieri. comprare rispetto a 47 particelle catastali. La percentuale di vendita agli esecutati è pari all 1 per cento, se il nostro core business fosse stato quello di rivendere i beni agli esecutati, sarebbe stato fallimentare”. Aprile ha anche voluto evidenziare come alcune delle intercettazioni divenute famose. Tipo quella in cui parlava di “vendere emozioni”. Aprile ha chiarito che si riferiva ad “un valore emozionale legato al valore reale della casa, che era unico riferimento insieme a quello di mercato, ad ulteriore dimostrazione le valutazioni su una casa, quando indico che era un cesso. Si tratta di un commento all analisi di mercato”. Altro riferimento a quando dice: “Vendo paure”. “La predetta frase-spiega Aprile- decontestualizzata puo avere tanti significati, il motivo logico la frase riassume le sensazioni percepite da terze persone rispetto alla mia capacità economica, capacità relazionale, competenza che incuto e non ha minacce camorristiche”. Il difensore di Aprile, l’ avvocato Alberico Villani, ha anche depositato documenti relativi alle dichiarazioni rese da Aprile.