Assoluzione per il dipendente della Provincia: era accusato di peculato

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Si chiude con un’assoluzione la vicenda giudiziaria che vedeva coinvolto un dipendente della Provincia di Avellino, accusato di peculato per presunti utilizzi irregolari delle carte carburante dell’Ente. La storia risale al 2017, quando un funzionario segnalava ai vertici provinciali anomalie nella gestione dei rifornimenti. Le verifiche interne portarono la Provincia a presentare denuncia alla Procura della Repubblica di Avellino. L’indagine non solo confermava le irregolarità ma metteva in luce un elemento ancora più grave: una scheda carburante risultava associata a un mezzo non più esistente da oltre dieci anni, ma che continuava a generare consumi. Tra il 2016 e il 2017 fu quantificato un ammanco di circa 30 mila euro. Per questi fatti veniva richiesto il rinvio a giudizio di C.L., 70 anni, dipendente dell’Ente, accusato di aver utilizzato in modo illecito la carta carburante.  A seguito di una lunga istruttoria – in cui la Provincia si costituiva parte civile – durata oltre sei anni e articolata in circa quindici udienze, la Procura chiedeva una condanna a quattro anni di reclusione.

La difesa, rappresentata dagli avvocati Francesco Iandoli e Mauro Alvino, ha però dimostrato la totale estraneità dell’imputato: alcuni rifornimenti contestati risultavano effettuati quando C.L. non era in servizio, mentre altre fatture riguardavano un veicolo che non apparteneva alla Provincia.

Alla luce di queste evidenze, stamane il Tribunale collegiale di Avellino, presieduto dal dott. Scarlato, ha pronunciato l’assoluzione «per non aver commesso il fatto».