Associazioni sportive dilettantistiche: numeri in continua crescita per un impatto sociale profondo

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Secondo i dati divulgati dal CONI nel 2022, in Italia ci sono più di 115mila tra società e associazioni sportive dilettantistiche. Le seconde in particolare, che portano avanti il loro operato senza finalità commerciali, rappresentano, nella maggior parte dei casi, la prima porta di ingresso nel mondo dello sport per i giovani, in particolar modo per quelli alla ricerca di riferimenti di coesione in ambiti sociali dove non mancano le difficoltà.

I numeri sono in crescita nonostante il Covid, che ha ovviamente impattato sul mondo dello sport e su tutti gli spazi di socialità. L’incremento numerico delle associazioni sportive dilettantistiche è confermato anche dai dati ISTAT molto interessanti sul numero di persone che, in Italia, praticano sport con assiduità: parliamo di circa 20 milioni di individui.

Chi si affaccia al mondo dell’associazionismo sportivo con l’intenzione di lanciarsi nel settore, magari con lo scopo di arrivare, attraverso lo sport, a dare il proprio contributo a situazioni caratterizzate da disagio sociale, deve essere consapevole di diversi aspetti tecnici.

Uno dei più importanti è la distinzione tra ASD di base, ASD di secondo e di terzo livello. Le prime sono costituite da almeno 3 soci – persone fisiche o giuridiche – mentre le seconde, che possono includere anche le prime, vengono costituite a livello sia regionale, sia provinciale. Le terze, che inglobano le seconde, hanno invece dimensioni nazionali.

Un’ulteriore parentesi da aprire riguarda la comunicazione. Le associazioni sportive dilettantistiche possono promuoversi, per esempio, attraverso gli eventi. Canali fondamentali in quanto permettono un contatto diretto con il territorio, devono essere preparati con attenzione. Ciò vuol dire acquistare bandiere personalizzate da esporre presso gli stand – si possono comprare in pochi click online su e-commerce specializzati come IdeaBandiere – ma anche preparare dimostrazioni della disciplina che praticano i soci, senza dimenticare la cura del catering.

Una parentesi a parte deve essere dedicata al web. Le associazioni sportive dilettantistiche possono avere un sito ufficiale.

Per legge, se hanno ricevuto sovvenzioni economiche superiori ai 10.000 euro, sono tenute a dichiararlo ufficialmente sul portale in questione.

Quest’ultimo – e lo stesso si può dire per i social – non deve concentrare la promozione sulle attività, bensì sulla possibilità di associarsi e sui vantaggi derivanti dalla membership. Un’altra regola importantissima è quella di specificare, nel footer o nell’header del sito, che il portale è legato a un’associazione sportiva dilettantistica.

Un’altra cosa che non tutti sanno quando si avvicinano al mondo dell’associazionismo dilettantistico sportivo riguarda il fatto che queste realtà non sono tenute a concentrare la propria attività solo sull’esercizio di discipline sportive.

Le ASD, infatti, possono dedicarsi anche alla formazione, incentrandola, ovviamente, sul perfezionamento tecnico nell’ambito di determinati sport. Concesso è altresì l’esercizio di un’attività commerciale – un esempio su tutti è l’apertura del bar presso la sede – che non deve però prevalere sul lavoro di promozione dell’attività sportiva amatoriale.

Per avere successo, è inoltre importante cercare di collaborare con altre ASD o con le istituzioni. Queste ultime sono punto di riferimento anche per quanto riguarda l’accesso a fondi economici.