Associazione di stampo mafioso, il ruolo delle mafie straniere nel dibattito a Palazzo di Giustizia

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AVELLINO- Un confronto su una delle fattispecie criminose piu’ discusse negli ultimi quaranta anni, quello organizzato dalla Scuola Territoriale di Formazione Professionale della Camera Penale Irpina sul tema: “L’associazione di tipo mafioso: presupposti applicativi e qualifiche soggettive. Principio di legalità e funzione creativa della giurisprudenza”. Nel pomeriggio di ieri, a dibattere su vari aspetti del reato più noto come legge “Rognoni- La Torre”, sono stati chiamati dalla Scuola della Camera Penale tre riferimenti nella Magistratura, nell’Avvocatura e nel mondo dell’Università, a partire dal Procuratore Aggiunto della Repubblica di Napoli Sergio Amato, il magistrato che coordina la I Sezione della Direzione Distrettuale Antimafia. Dopo i saluti dell’avvocato Francesco Castellano, per il Consiglio dell’ordine di Avellino e dell’avvocato Costantino Sabatino, segretario della Camera Penale, l’introduzione dell’avvocato Stefano Vozella, responsabile della Scuola di Formazione della Camera Penale. Ad aprire le relazioni il Procuratore Aggiunto Sergio Amato. Il magistrato, chiamato a discutere sul tema: “Dal reato di associazione d i tipo mafioso al reato di associazioni di tipo mafioso anche straniere:.le nuove mafie e la sentenza Mafia Capitale”, ha rappresentato che il tema e’ uno di quelli piu’ importanti negli ultimi venti anni e per comprendere come si sia sviluppato negli anni fosse necessario fare un salto indietro al 1982, quando “si sentiva l’esigenza di individuare una fattispecie criminosa che fosse in grado di descrivere il fenomeno mafioso. la legge Rognoni-La Torre non si preoccupava di dire quando, ma sforzava di spiegare cosa era l’associazione mafiosa”. Partendo da un dato ontologico, ovvero la presenza di Cosa Nostra in Sicilia e Camorra in Campania. Nell’evoluzione dell’associazione a delinquere di stampo mafioso e nella sua natura ontologica non si potrà non tenere conto delle evoluzioni, in particolare del ruolo sempre più centrale delle mafie straniere: “Le mafie straniere- ha spiegato Amato- che stanno avendo un ruolo sempre più centrale nei traffici di sostanze stupefacenti, che non si muovono più sul territorio nazionale ma nella migliore delle ipotesi sul territorio europeo per attività di riciclaggio dei proventi in particolare nei paesi dell’ Est”.
Al professore Andrea Castaldo, Ordinario di Diritto Penale presso I’Università degli Studi di Salerno il tema: “L’apporto risolutivo delle Sezioni Unite “Mannino
nella perimetrazione del concorso esterno in associazione mafiosa”. E il docente universitario, anche sulla base di esempi tratti da casi giudiziari e da sentenze della Cassazione, ha evidenziato come quello del concorso esterno sia una norma tipizzata attraverso parametri socio-criminologici: “Vi parlerò del Don Giovanni di Moliere e di Paperino e Qui Quo Qua. Voi direte? Ma che c’entra con l’articolo 110, 416 bis, cioè il concorso esterno. Ebbene, perché questa similitudine, raccogliendo anche gli spunti che ci sono stati, mi è venuta spontanea e spieghiamo anche perché. A proposito del Don Giovanni di Moliere il “convitato di pietra”. E in questo delitto di creazione giurisprudenziale il concorrente entra questa figura che coinvolga il convitato di pietra che, se vogliamo usare un termine calcistico, entra in scivolata in ogni momento della raffigurazione socio-criminologica, che noi abbiamo ascoltato e continuamo a leggere, soprattutto nelle sentenze di legittimità, dei meravigliosi affreschi”. E qui la domanda: “e’ possibile tipizzare una norma attraverso dei parametri socio criminologici? Perché se prendiamo ad esempio l’ articolo 575 del codice penale, che a me piace tantissimo: perché chiunque cagiona la morte viene puniti. Perché se noi diciamo che Tizio ha accoltellato Caio, che e morto ed e’ articolo 575, se poi mettiamo che il coltello è stato fornito con la consapevolezza da Sempronio abbiamo un concorso nell’ omicidio e cioè nel 575. Direte voi: Paperino e Qui, Quo, Qua? Mica l’ho dimenticato. Perche’ il tema del concorso esterno riguarda quella che a me viene in mente come “confusione creativa”. La confusione creativa, che e’ cara agli psicologi e anche ai matematici, si ha quando c’è un disordine”. A chiudere il confronto l’avvocato Carmine Foreste, Presidente dell’Ordine degli Arvocati di Napoli: “La partecipazione associativa ex art. 416-bis cp. nel prisma delle Sezioni Unite “Modaffari”: confini applicativi, rapporti con i delitti di favoreggiamento ed aggravati dal metodo mafioso”.