Assemblea Pd – Riflessioni a freddo di “Un senso alla nostra storia”

0
97

Avllino – Dal coordinamento provinciale di “Un senso alla nostra storia” riceviamo e pubblichiamo:

“Dopo l’assemblea provinciale, nella quale molti delegati, soprattutto quelli della nostra sensibilità, sono stati generosi e appassionati protagonisti nella ricerca di percorsi che aiutassero questo partito – dopo la sconfitta alle elezioni regionali – a definire una nuova linea politica che fosse interpretata da un rinnovato ed autonomo gruppo dirigente, abbiamo creduto che questa necessità fosse percepita non solo dal corpo più profondo del partito, non solo da noi, ma da chiunque in questo partito abbia responsabilità di direzione.

Dobbiamo a distanza di tempo prendere atto che così non è; che non solo non esiste questa coscienza, ma che tanti protagonisti della vita del partito hanno addirittura con il loro comportamento allontanato questa oggettiva necessità, scegliendo la via del consolidamento dei vecchi assetti congressuali e la via di una confusionaria linea politica rispetto alle vicende di questa provincia, pur di provare a tenere, maldestramente, tutti insieme i pezzi che componevano quella maggioranza congressuale. In questo senso hanno agito il senatore De Luca e il sindaco Galasso, che al di là di un’ormai antica invocazione all’unità, mai hanno realmente provato ad interpretare il proprio ruolo per tentare di dare uno slancio diverso al partito, per tentare di definirne una linea politica, per provare a costruire pezzi di una nuova classe dirigente. Così come non hanno aiutato un reale processo unitario i silenzi e i balbettii del Presidente del partito e del Segretario; anzi quest’ultima quando ha parlato, l’ha fatto non per sperimentare atti di coraggio nella gestione del partito, ma per condividere o avallare scelte e posizioni incomprensibili, ingiustificabili di alcuni amministratori del Pd rispetto alle vicende ultime degli enti.

Alla luce di tutto ciò, pare evidente che per quanto ci riguarda non ci siano le condizioni minime indispensabili per partecipare ad un governo corresponsabile e solidale del partito. Primo fra tutti gli elementi indispensabili, manca la fiducia verso gli altri contraenti del patto. Abbiamo provato in tutti i modi ad essere fiduciosi, ma ogni evento politico che è accaduto, dopo l’assemblea provinciale, ha dimostrato che questa fiducia non poteva e non può essere accordata.

Tuttavia, i sentimenti che ci hanno accompagnato nell’assemblea provinciale non cambiano; non cambia la nostra percezione delle cose, non cambia la nostra convinzione che questo partito può essere reale alternativa di governo in questa provincia solo e soltanto se cambia la sua pelle, se diventa partito che fa delle idee e non della gestione il suo essenziale punto di riferimento, se si rinnova nel suo gruppo dirigente, che con autonomia diventi protagonista di questo cambiamento di pelle. Siamo consapevoli che tanti democratici di questa provincia ci chiedano un partito che non litighi al suo interno e che non sia autoreferenziale; per questo, pur mancando le condizioni di fiducia per accedere al percorso che avevamo immaginato, con un’ennesima prova di responsabilità e di affetto verso questo partito, offriamo la nostra disponibilità ad entrare in tutti gli organismi del partito, mantenendo però distinta la nostra posizione.

La situazione del partito, drammatica, avrebbe richiesto coraggio da parte di tutti, così non è; e allora questa nostra disponibilità, nonostante tutto, nonostante i silenzi e gli errori, rappresenta il massimo sforzo che possiamo fare per cercare di dare il nostro contributo per traghettare il partito, certamente meno rapidamente di quanto sia necessario, verso quel cambiamento, che molti provano a rallentare, ma che prima o poi si presenterà agli occhi di tutti come unica soluzione possibile per costruire un rapporto vero fra il Pd e questa provincia”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here